Eventi weekend 31 gennaio 2 febbraio
Eventi weekend 31 gennaio 2 febbraio

Questo non è il consueto appuntamento dove vi facciamo una panoramica di quello che si potrebbe fare nel weekend a Milano. No, questo è a tutti gli effetti un weekend alternativo dove abbiamo pensato di portarvi, nella realtà o nell’immaginazione, a voi la scelta, a fare una perlustrazione della provincia Milanese.

 

Potrebbe essere una bella occasione per andare a vedere ad esempio dove si trova il Molino Dorino a Pero. E’ uno dei simboli della storia della periferia nord-ovest che sta correndo il rischio di essere abbattuto. Il sogno dei proprietari sarebbe quello fare tornare a vivere l’intera struttura. L’idea è quella di trasformarlo in un luogo di produzione a Km zero rendendo magari una parte abitabile per farne un ostello.

La situazione è un po’ in bilico e ci auguriamo che la cascina diventi quello che i proprietari sognano, ma, nel frattempo, prima che le cose si mettano per il peggio, vi consigliamo almeno una sbirciata.

Tornando al nostro prossimo weekend: da Pero potreste fare poi una puntata a Rho e fare quattro passi nel bel giardino di Villa Burba Cornaggia Medici. E con una piccola deviazione in 10 minuti potreste andare a Cornaredo. E magari, se il tempo lo permette, tirare dritto fino a Magenta.

Ma se il tempo non dovesse essere clemente? In questo caso sedetevi il poltrona, accendete il PC, collegatevi al nostro canale You Tube e fatevi portare in giro per Milano da noi. Non avete che l’imbarazzo della scelta.

Oppure seguite il consiglio del Preside del Liceo Scientifico Volta di Milano. Leggete Boccaccio, leggete Manzoni, leggete i Promessi Sposi.

Riportiamo una parte della lettera che ha scritto ai suoi studenti in occasione della chiusura della scuola: “quello che voglio dirvi è di mantenere il sangue freddo, di non lasciarvi trascinare dal delirio collettivo, di continuare – con le dovute precauzioni – a fare una vita normale. Approfittate di queste giornate per fare delle passeggiate, per leggere un buon libro, non c’è alcun motivo – se state bene – di restare chiusi in casa. Non c’è alcun motivo per prendere d’assalto i supermercati e le farmacie, le mascherine lasciatele a chi è malato, servono solo a loro. La velocità con cui una malattia può spostarsi da un capo all’altro del mondo è figlia del nostro tempo, non esistono muri che le possano fermare, secoli fa si spostavano ugualmente, solo un po’ più lentamente.

Uno dei rischi più grandi in vicende del genere, ce lo insegnano Manzoni e forse ancor più Boccaccio, è l’avvelenamento della vita sociale, dei rapporti umani, l’imbarbarimento del vivere civile. L’istinto atavico quando ci si sente minacciati da un nemico invisibile è quello di vederlo ovunque, il pericolo è quello di guardare ad ogni nostro simile come ad una minaccia, come ad un potenziale aggressore. Rispetto alle epidemie del XIV e del XVII secolo noi abbiamo dalla nostra parte la medicina moderna, non è poco credetemi, i suoi progressi, le sue certezze, usiamo il pensiero razionale di cui è figlia per preservare il bene più prezioso che possediamo, il nostro tessuto sociale, la nostra umanità. Se non riusciremo a farlo la peste avrà vinto davvero.”