Corsico nasce nel 1200 lungo il territorio che, non molto tempo dopo, sarebbe stato attraversato dal Naviglio Grande. Qui i Torriani avevano una tenuta che passò poi ai Visconti in seguito alla battaglia di Desio.

 

Nel 1584, tornando da una visita pastorale ai paesi del Lago Maggiore e a quelli del Naviglio Grande, l’arcivescovo San Carlo Borromeo si fermò a Corsico, in località Guardia di Sotto. Era in punto di morte, venne fatto scendere dal Barchett di Boffalora e condotto a Milano su una lettiga. Morì in giorno seguente. Oggi, se passate da queste parti, trovate un’edicola in memoria di questo avvenimento.

Corsico e Napoleone

Nel 1706 l’esercito di Eugenio di Savoia, al servizio di Giuseppe I d’Asburgo, stabilì qui il suo quartiere generale. Con la sconfitta di Carlo Enrico di Lorena cominciò il dominio austriaco. Sotto Napoleone, Corsico viene accorpato ad Assago, Buccinasco, Bazzana, Bazzanella, Gudo Gambaredo, Loirano, Rovido, Romano Banco, Terzago e Trezzano. Non molto tempo dopo, nel 1815, con la nascita del Regno Lombardo-Veneto, viene tutto annullato.

Tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento si sviluppano le prime aziende casearie e aprono le prime industrie della carta e della vetroceramica. Durante la Prima Guerra mondiale 90 corsichesi persero la vita. Negli anni trenta ci fu una massiccia immigrazione verso questa località dalla bergamasca e dal Veneto. Con la Seconda Guerra Mondiale le devastazioni furono terribili, i bombardamenti portarono distruzione e morte.

Corsico: la ricostruzione

Corsico si attivò per la ricostruzione. Negli anni Cinquanta cominciò ad arrivare la forza lavoro dal Sud Italia. Nel 1961 venne inaugurata la Nuova Vigevanese e sorsero i quartieri di Lavagna e Giorgella, nomi presi dalle cascine presenti in quel territorio dal 1700.

La Chiesa di Corsico è la parrocchia Santi Pietro e Paolo. In tempo di guerra, nel marzo 1943, fu protagonista di uno scempio che portò alla consapevolezza che in quel momento l’Italia era sull’orlo del collasso: la campana della chiesa venne fusa. Il bronzo che se ne ricavò fu usato per costruire armi.

Una curiosità: tra il 1884 e il 1966 da qui passava la tranvia Milano-Corsico-Abbiategrasso.

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