Arluno si trova nell’area ad ovest di Milano da cui dista una quindicina di chilometri. Sulle sue origini non si hanno certezze, la desinenza del nome “uno” fa supporre un’origine gallica o celtica. Il ritrovamento nel secolo scorso di diverse monete romane, di rame e bronzo, non sono la prova dell’esistenza di un insediamento ma, certamente, lo sono di un passaggio. Intorno al 1200, sul territorio arlunese, c’erano tre chiesette che facevano parte di un centro abitato.

In epoca rinascimentale comparirono sulla scena diverse famiglie di spicco tra cui i Litta, i Lampugnani, i Castiglioni, i Sormani, i Pallavicini, gli Aliprandi. Nel corso del XVIII secolo Arluno divenne un feudo della famiglia Pozzobonelli e fu il cardinale Giuseppe Pozzobonelli, arcivescovo della Diocesi Ambrosiana, a fare costruire la chiesa dei SS. Pietro e Paolo che consacrò nel settembre del 1775.

Arluno diede i natali a Cesare Castiglioni, il fondatore della Croce Rossa Italiana. Ospitò, inoltre, nomi illustri quali Giuseppe Parini, che soggiornò a Villa Marliani, e Silvio Pellico, che fece da precettore ai figli del conte Luigi Porro-Lambertenghi nel Palazzo Pozzobonelli.

Arluno, nel corso del tempo ha sempre basato il suo sviluppo sull’attività agricola. Nella prima metà dell’Ottocento nacquero alcune filande per la lavorazione della seta e del cotone che andarono ad affiancarsi al lavoro contadino.

Quattro passi per Arluno

Addentriamoci ora nel paese e arriviamo in piazza Pozzobonelli dove si trova la chiesa parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo, dalla facciata barocca. Il campanile che vediamo è di epoca più recente, fu infatti ricostruito nella metà dell’Ottocento. Entrando notiamo le splendide vetrate dell’abside, in stile rococò, e l’affresco della cupola dei fratelli Gambini.

Uscendo troviamo Palazzo Pozzobonelli Scala diventato poi Palazzo Pestalozza. L’edificio risale alla metà del ‘600 ed era di proprietà del marchese Pozzobonelli che, a quell’epoca, era diventato feudatario di Arluno. All’inizio dell’800 la proprietà passò ad Alessandro Pestalozza per poi diventare dimora di Giorgio Dal Verme, sindaco del paese. Osservando l’edificio notiamo elementi architettonici Settecenteschi e Ottocenteschi nonché qualche spunto neoclassico.

Spostiamoci infine in Piazza Europa per vedere Palazzo Pozzobonelli Porro Lambertenghi Dell’Acqua dove risiedette Silvio Pellico per qualche tempo. L’edificio ha una conformazione a U e racchiude un piccolo cortile. Sul muro vediamo una meridiana e più in alto una torretta panoramica, usata un tempo come piccionaia.

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