Barzio. Siamo in Valsassina nella provincia di Lecco. Il paese è il principale centro turistico della zona. Da qui si gode di un panorama esclusivo sul gruppo delle Grigne.

 

Le prime tracce di insediamenti risalgono all’epoca dei celti. Nel periodo romano da qui passava la via Spluga che collegava Milano con Lindau. All’inizio del ‘400 Barzio faceva parte della squadra del Consiglio, una grande comunità che comprendeva anche Concenedo, Cassina, Moggio e Cremeno.

Diventò un possedimento dell’arcivescovado di Milano per poi passare alla famiglia Torriani e, in seguito, al Ducato di Milano. Con il dominio austriaco, nel 1786, venne posto sotto la provincia di Como. Entrò poi a far parte del distretto di Lecco. Alla fine dell’800 Barzio cominciò a diventare una meta turistica. Vennero quindi costruite alcune ville e, con l’avvento del turismo di massa, diversi condomini.

Quattro passi per Barzio

Da Barzio si arriva, tramite una funivia, agli impianti di risalita dei Piani di Bobbio e della Valtorta. Addentriamoci nel paese e raggiungiamo Piazza Garibaldi. Il nostro sguardo è catturato dalla statua di un imponente leone. E’ il monumento dedicato ai caduti della Prima Guerra Mondiale.

Prendendo via Manzoni raggiungiamo un edificio storico, oggi sede del municipio e della biblioteca: Palazzo Manzoni. Non è un caso che porti un nome così importante. Il palazzo infatti era l’abitazione di Pasino Manzoni, del ramo della famiglia a cui apparteneva anche il più noto Alessandro. Il portone di legno è impreziosito da una cornice di pietra settecentesca. Sulla sinistra la Sala Civica con una bella volta affrescata in stile tardo barocco.

Dirigiamoci ora verso piazzetta Marocco per visitare la chiesa parrocchiale di Sant’Alessandro del XV secolo. La facciata ha un portico semicircolare poggiante su colonne tuscaniche. L’interno della chiesa presenta una pianta a croce latina. Sulla volta a botte ci sono alcuni affreschi del pittore milanese Mario Albertella. L’altare maggiore è in marmi policromi. Vediamo, inoltre, una statua lignea della Madonna del Rosario del primo Settecento.

Poco distante da Barzio

Facciamo quattro passi e raggiungiamo la frazione di Concenedo, un borgo che ha mantenuto un aspetto contadino. Qui si trova il Monastero di clausura di Santa Maria del Monte Carmelo appartenente all’Ordine delle Carmelitane Scalze. Da questa posizione si può ammirare tutta la vallata sottostante.

Ora torniamo a Barzio, non possiamo certo andare via senza aver mangiato un piatto di favolosi pizzoccheri magari preceduto da una porzione di Sciatt. O no?

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