Milano come il resto del mondo. Spiace doverlo dire così, ma è la realtà. Non c’è nulla da fare: in questo siamo proprio uguali a tutti gli altri.

Lasciate che mi spieghi: ho appena finito di leggere una serie di commenti arrivati su un post messo questa mattina nel quale si vedevano le installazioni di ombrelloni e sdraio alla BAM, la biblioteca degli alberi.

Leggendo le varie reazioni mi sono reso conto di due cose: la prima è che come sempre accade, questa installazione divide. C’è chi la trova bella chi orrenda, chi ci andrà e chi eviterà, chi la giudica una pagliacciata o americanata, chi invece ritiene sia una cosa buona. Insomma, come è giusto che sia i gusti personali vengono a galla.

La seconda cosa che ho notato mi ha fatto tornare alle memoria quei commenti letti, tempo addietro, per il Portello così come per City Life: zone sistemate, che hanno cambiato faccia e nelle quali lo spazio verde è sempre un punto centrale, alla faccia di chi dice che a Milano non c’è n’è (sì, certamente: anche io ne vorrei sempre di più, ma credo che a Milano ce ne sia eccome).

Ecco, proprio come allora, leggendo diversi commenti, mi rendo conto che i casi sono due: o ci sono persone che scrivono tanto per pigiare i tasti oppure manca qualche passaggio elementare sulla dinamica diciamo così… naturale. E mi stupisce che siano in diversi a ripetere lo stesso ritornello, quasi a darsi manforte.

E quindi torniamo al punto di partenza: Milano è come il resto del mondo. Anche qui da noi infatti, gli alberi si piantano piccoli dopodichè la natura nel corso del tempo farà la sua parte e l’alberello diventerà sempre più grande. E quando lo sarà abbastanza, la sua chioma in primavera ed estate, ci delizierà dell’ombra.

No, conscio di dare un dolore ad alcuni, a Milano non si piantano alberi secolari nè si spostano da una parta all’altra della città, salvo rarissime eccezioni. Se si decide di costruire un giardino per qualche anno dovrete convivere con quel piccolo alberello che, accudito sapientemente (ma poi neanche tanto) crescerà sempre più. Un po’ come le persone sapete? Ricordo solo un film nel quale uno è nato anziano per morire bambino.

Se, e concludo, il vostro disappunto è quindi nei confronti di chi ha deciso di creare un nuovo giardino piantando alberelli che non fanno ombra, mi permetto di darvi due consigli: il primo è di contare fino a 1 miliardo prima di riscriverlo ed il secondo è di contare ancora.

Anche a Milano succede questo
Anche a Milano succede questo

 

Danilo Dagradi
Abbandonata agli inizi degli anni 2000 una carriera tra numeri e percentuali, riscopro la passione per Milano e la sua storia ma senza pensare che potesse diventare un lavoro. Con la nascita dei primi social network, avvio un'attività incentrata sulla gestione della comunicazione attraverso anche questi strumenti. Attività che svolgo tutt'ora come Social Media Strategist per aziende e professionisti. Con l'avvio del progetto Milano da Vedere prima e Se Parla Milanes in un secondo momento, divido le mie giornate tra la storia di Milano ed i numeri dei social network...