Com’è per una donna (in carriera) siciliana l’impatto con Milano? Bellissimo e stimolante sotto l’aspetto professionale, un po’ meno inclusivo da un punto di vista personale. Questa è la storia di Maria Rita Gismondo, Direttore del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica bioemergenze all’Ospedale Sacco e Presidente di Fondazione Donna a Milano onlus.

Proprio per il suo contributo in ambito ospedaliero, nel 2005 le viene consegnato l’ Ambrogino d’Oro. Maria Rita è anche Presidente di Fondazione Donna a Milano, che dal 2005 si occupa, attraverso progetti sul territorio, di dare ascolto e gli strumenti necessari per aiutare le donne in difficoltà.

Maria Rita, come nasce l’idea della fondazione?

Sono arrivata da Catania con due lauree in tasca e tanta voglia di mettermi in gioco. L’arrivo è Milano è stato davvero stimolante sotto l’aspetto professionale, in quanto da subito mi sono inserita in contesto internazionale, con giornate molto piene. Arrivata la sera, però, mancava completamente l’aspetto personale, per cui ognuno tornava a casa propria e ci si rivedeva il giorno dopo.  E io non ero abituata. Mi mancava condividere i miei interessi nel tempo libero con qualcuno: ecco, la Fondazione Donna a Milano nasce in quel momento lì (anche se poi sarà formalizzata qualche anno dopo), da un desiderio di condivisione e facendo un pensiero profondo rispetto a quella che poteva essere la situazione di donne meno fortunate di me, con una formazione culturale diversa e di conseguenza con meno strumenti.

Quali sono i progetti che seguite?

Il primo progetto era legato all’alimentazione, da nove anni abbiamo il nostro “Camper dell’ascolto” a sostegno delle donne che subiscono stalking, in collaborazione con il Comune di Milano, che si trova dentro all’Ospedale Sacco, e dove le donne possono avere un primo momento di ascolto, da cui può partire il sostegno da parte di un avvocato che supporta e aiuta le donne in difficoltà a capire come muoversi.

E al di fuori dell’Italia?

In Ghana abbiamo aperto tre ambulatori (oggi ne resta uno a Tamale), per la prevenzione del papilloma virus attraverso la vaccinazione. Lì ho visto una situazione davvero critica per le donne, che, ancora oggi, vengono isolate in villaggi dedicati se malate…

Nuovi progetti?

E’ in corso il primo percorso pensato per lavorare sulla mancanza di autostima, che spesso sta alla base di tante violenze subite dalle donne. E’ un corso a cui partecipano anche carcerate e che terminerà a giugno. Questa è la direzione che sta prendendo oggi la fondazione: prevenzione ai maltrattamenti attraverso percorsi di crescita personale e di aumento della propria autostima.

Il 18 marzo ci sarà la vostra “Festa di Primavera”. Ogni anno viene premiata una donna che ha raggiunto obiettivi “speciali”. Quest’anno il premio andrà a Marcella Caradonna, Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Milano (Odcec), e negli anni è stato assegnato a donne come Letizia Moratti e Diana Bracco. Quest’anno che festa sarà?

Una festa bellissima! La chiamiamo Festa di Primavera perché per me la donna è come la Primavera di Botticelli! Quest’anno abbiamo organizzato una serata davvero speciale al Teatro dal Verme, dove renderemo conto dei progetti attuati e di quelli futuri, premieremo Marcella Caradonna e seguirà il concerto di Patty Pravo, nella sua unica tappa milanese. Lei a mio avviso rappresenta una donna forte, indipendente e sicura di se: una grandissima donna!

Per maggiori informazioni sulla serata e per l’acquisto dei biglietti, trovate qui tutti i dettagli