Ronaldo e Shevchenko, i grandi bomber del passato
Ronaldo e Shevchenko, i grandi bomber del passato


Milano è da sempre una città cosmopolita, una metropoli assoluta nella quale tutto è possibile e il mondo si rimpicciolisce. A livello culturale è sicuramente il centro urbano più attivo e dinamico d’Italia, e di riflesso anche nel calcio è sempre stato al centro della realtà nazionale. Con il Milan e l’Inter a figurare tra le tre grandi del calcio nostrano insieme alla Juventus, e lo stadio di San Siro come grande palcoscenico, la città della Madonnina ha vissuto momenti strepitosi dal punto di vista del pallone, sebbene adesso entrambe le compagini meneghine vivano momenti meno gloriosi.

Tuttavia, vi è stata un’epoca nella quale i derby erano battaglie strepitose a suon di goal, con due cannonieri a sfidarsi tra di loro. Stiamo parlando di Luis Nazario da Lima, meglio conosciuto come Ronaldo, e di Andriy Shevchenko, bomber ucraino. Il primo, acquistato dall’Inter nell’estate del 1997 dal Barcellona, era chiamato anche il Fenomeno per via delle sue giocate uniche, mentre il secondo era arrivato dal freddo Est per far breccia nel cuore della tifoseria rossonera.

Tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000 il calcio italiano viveva altri tempi. Erano i tempi delle Sette Sorelle, ossia delle sette candidate alla vittoria dello Scudetto, e le varie scommesse specializzate sul calcio erano molto più incerte rispetto al presente, che vede una Juventus dispotica e totalmente dominatrice in campionato. I grandi scontri tra Inter e Milan erano epici, ed erano proprio Ronaldo e Shevchenko i grandi incaricati ad azionare la giostra di emozioni in quel di San Siro.

Il brasiliano, che con l’Inter non riuscì a vincere lo Scudetto, era stato già vincitore del Pallone d’oro 1997, e si sarebbe poi ripetuto nel 2002 dopo la vittoria del mondiale con la nazionale verdeoro. Falcidiato dagli infortuni al ginocchio, il Fenomeno fu comunque capace di sciorinare una serie di prestazioni strepitose, diventando l’idolo assoluto della tifoseria nerazzurra, andando anche al di là dei goal. Centravanti con i piedi di un fantasista, Ronaldo è stato probabilmente l’attaccante centrale più forte e talentuoso della storia del calcio e ha finito col raccogliere pochi premi rispetto a quanto avrebbe meritato.

Shevchenko, dal canto suo, fu vincitore del Pallone d’oro nel 2004, dopo aver trascinato il Milan alla vittoria della Champions League l’anno prima e allo Scudetto nella stessa annata del premio. Velocissimo e dotato di uno spiccato senso del goal, l’ucraino si era esaltato in maglia rossonera agli ordini di Carlo Ancelotti, un tecnico che aveva capito subito di cosa fosse capace. Formatosi sulle montagne dell’Ucraina agli ordini del durissimo colonnello Valeri Lobanovsky, Sheva era arrivato in Italia rafforzato da un allenamento quasi militare e fece esplodere tutte le sue qualità in un campionato allora visto come il più esigente di tutti.

Ronaldo e Shevchenko sono dunque due facce di un passato glorioso di Milano, città in quel periodo capitale indiscussa del calcio italiano. Talenti assoluti e personaggi puliti nonché grandi esempi per chi volesse iniziare a giocare a calcio, i due grandi bomber avranno sempre un posto d’onore a San Siro.