Bresso si trova nell’area a nord di Milano. Il primo insediamento locale è riconducibile a popolazioni di Galli Insubri. Con l’arrivo dei carolingi nascono diverse pievi nei territori del contado della Martesana. Brixium, così era chiamato a quel tempo, ne faceva parte ed era proprietà della basilica di San Giovanni in Monza.

Nel 1190 Monza, con i suoi possedimenti, entra a far parte dell’orbita di Milano. Nel 1290 Bresso appartiene alla Pieve di Bruzzano insieme ad Affori, Brusuglio, Cormano, Dergano, Niguarda, Precotto, Pratocentenaro e Greco.

Alla fine del XV secolo la parrocchia di Brixum ha un prete residente, Don Simone de Gatti. Di questo fatto se ne ha testimonianza da una pergamena del 1484. Nel XVI secolo Bresso diventa feudo della famiglia Patellani. In epoca di denominazione spagnola viene fondata la Scuola di Sacra Dottrina da Don Andrea Cusano.

Un antico documento toponomastico, risalente al 1721, individua in Bresso le attuali via Manzoni, Via Cavour e via Centurelli. A nord la via Corridoni, a est la via Valsassina, a sud la via della Madonnina e a ovest i campi adiacenti il corso del Seveso. Sulla carta sono visibili anche l’oratorio della Madonna del Pilastrello, la Chiesa dei SS. Nazaro e Celso, Villa Patellani e Villa Perini.

Nel 1811, in epoca napoleonica, il comune bressese viene unito a Brusuglio, Cormano e Bruzzano. L’unione dura poco. Nel 1815, con il ritorno degli austriaci, tutto viene annullato. Alessandro Manzoni aveva una residenza estiva a Brusuglio e spesso veniva qua facendo visita a Villa Patellani.

A fine Ottocento il territorio bressese è principalmente una realtà rurale che poco viene toccata dalla trasformazione industriale del milanese. Con i due conflitti mondiali anche Bresso paga in termini di vite umane. Il 30 aprile 1944 i bombardamenti distruggono lo stabilimento Breda-Campovolo.

Dopo gli anni ’50, con la nascita di alcuni stabilimenti industriali, avviene una vera e propria esplosione demografica dovuta ad un massiccio flusso migratorio.

Quattro passi per Bresso

Passeggiando per il comune incontriamo il Santuario della Madonna del Pilastrello chiamato così per l’immagine votiva cinquecentesca che si trova nell’altare maggiore. La Madonna con bambino anticamente era dipinta su una colonna che indicava la distanza in miglia da Milano.

Troviamo poi la parrocchia prepositurale dei SS. Nazaro e Celso che è stata rimaneggiata nel corso dei secoli. L’edificio infatti è del XIII secolo ma della pianta iniziale non se ne ha quasi più traccia. Da vedere poi la Villa Patellani-Rivolta, tipico esempio di edificio del ‘700 lombardo.

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