Memoriale della Shoah
Memoriale della Shoah

Il Memoriale della Shoah è un luogo che tutti dovrebbero vedere. Si trova proprio dentro la stazione centrale. O per meglio dire, sotto.

 

L’ingresso è in Piazza Edmond J. Safra n. 1. Un tempo quella era via Ferrante Aporti. Questo era l’ingresso merci della stazione centrale, sito di fronte a quello che un tempo era il palazzo delle poste. Da questo ingresso ogni giorno entravano merci che venivano smistate, caricate su treni che poi venivano trasportate a destinazione.

Siamo a Milano, è il 1943 e da qui partiranno circa 4.000 milanesi, per metà di religione ebraica e per metà politici. Caricati su convogli RSHA, carri bestiame, sotto gli occhi di tanti (i treni per il trasporto merci erano di proprietà delle Ferrovie dello Stato, venivano caricati dal piano sotterraneo della stazione per poi, attraverso una sorta di grande montacarichi, portati al piano binari da cui partivano i treni per il trasporto persone. Un convoglio per volta, fino a creare il treno finito).

Entrare nel Memoriale della Shoah non può lasciare indifferenti: il rumore dei treni sopra è lo stesso  di 70 anni fa. Il treno fermo lì al binario 1 (sono 24 i binari adibiti a i treni per il trasporto merci, solo il primo è quello che è servito anche per il trasporto di persone), in legno logoro, è un pugno nello stomaco. Quei convogli erano pensati per trasportare 7 o 8 cavalli. Ognuno veniva riempito con 70 persone. Settanta. Dei duemila milanesi di religione ebraica partiti, ne sono tornati 27.

C’è un pensiero dietro questo luogo, che va oltre il concetto di non dimenticare. La Fondazione Memoriale della Shoah nell’estate del 2015, in collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio, ha ospitato 4.500 profughi – uomini, donne e bambini – provenienti da Eritrea, Siria, Sudan e da altri 23 Paesi.

Qui vengono organizzati incontri e momenti di riflessione, con la volontà di aprirsi al prossimo.

E un pensiero va a Liliana Segre, a cui va tutta la mia solidarietà ed il mio affetto.

 

Elisabetta Piselli