Occupazione suolo pubblico: una pratica che i negozianti e chi organizza eventi conosce molto bene.

In seguito ai tanti problemi che il coranavirus ha scatenato, la decisione di dare la possibilità a ristoranti, bar, locali di occupare gli spazi davanti ai locali, solitamente usati come passaggio o parcheggio.

Sappiamo, da quanto abbiamo letto, che sono davvero tante le pratiche in arrivo: ed onestamente non possiamo che essere lieti che queste vengano accolte. E’ un dato di fatto che molti locali con le regole di distanziamento hanno perso molti posti all’interno e quindi perchè non sfruttare la parte esterna?

Occupazione suolo pubblico: un’occasione?

Ma soprattutto, cosa c’entra tutto questo con noi? In un certo senso c’entra. E potrebbe anche essere una buona cosa. Vado a spiegarmi meglio, consapevole del fatto che il mio classico ottimismo forse sbrodola un po’, ma che volete….

Occupazione suolo pubblico: Lavazza
Occupazione suolo pubblico: Lavazza

Ho visto alcune foto di locali che hanno già messo i tavoli davanti al loro locale: occupano un pezzo di piazza, di strada e gli avventori sembrano, almeno dagli scatti che ho visto, felici della situazione. D’altro canto siamo in primavera e fuori si sta anche bene.

La foto che vedete qui sopra è proprio un esempio: piazza San Fedele e i tavoli all’esterno sono della Lavazza.

Ecco, tutto questo sarebbe perfetto se non dico tutti, ma alcuni dei clienti che verranno fatti accomodare all’esterno, avranno la voglia ed il piacere di guardarsi attorno: usare quel momento di pausa, che sia per un pranzo o aperitivo, per osservare meglio quella parte di città e perchè no, scoprire qualche dettaglio che dall’interno non avrebbero potuto osservare.

Potrà sembrare poco per carità, ma ho sempre pensato che un modo di conoscere la città in cui si vive o si lavora sia quello di sfruttare le occasioni più diverse per cogliere dettagli e particolari: il nostro aperitivo storico in fondo è nato anche per questo.

E quindi che dire: evviva gli spazio all’esterno e confidiamo, ma ne siamo certi, che i titolari degli esercizi, vigilino come dei mastini affinchè tutto sia sempre perfettamente in ordine.

 

Danilo Dagradi
Abbandonata agli inizi degli anni 2000 una carriera tra numeri e percentuali, riscopro la passione per Milano e la sua storia ma senza pensare che potesse diventare un lavoro. Con la nascita dei primi social network, avvio un'attività incentrata sulla gestione della comunicazione attraverso anche questi strumenti. Attività che svolgo tutt'ora come Social Media Strategist per aziende e professionisti. Con l'avvio del progetto Milano da Vedere prima e Se Parla Milanes in un secondo momento, divido le mie giornate tra la storia di Milano ed i numeri dei social network...