Globe è il Ristorante & Cocktail Bar all’8° piano del palazzo Coin di Piazza Cinque Giornate a Milano, che da oltre 25 anni attira un pubblico fidelizzato e vario, tra gli aperitivi di rito in terrazza, i pranzi, le raffinate cene sotto la guida di chef Gianfranco Semenzato e gli informali brunch domenicali.

 

Una location dinamica e punto di riferimento con la sua cucina sempre aperta e uno staff preparato, pronto a far sentire i clienti sempre come “uno di famiglia”.

Come moltissime attività di ristorazione, il Globe ha annunciato la chiusura temporanea
dell’attività il 10 Marzo a causa della straordinaria situazione di emergenza sanitaria dovuta
alla diffusione del Covid-19, nel rispetto e condivisione delle ordinanze e a tutela della salute di tutti i clienti e dello staff.

Dal patron del ristorante e cocktail bar, che ha sempre coltivato la formazione e crescita del
proprio staff oggi si ritrova con 50 dipendenti in cassa integrazione, arriva un grido di
denuncia.

Perchè è vero che grazie ai suoi spazi ampi e alla presa in carico di tutte le misure di sicurezza dettate alle istituzioni, il Globe potrà in teoria essere in grado di riaprire, ma a
quale prezzo?

A fine maggio la mia perdita sarà di 1 Milione di Euro di fatturato, dall’inizio della crisi” – è il dato riportato da Marsico. Che propone, con forza, due uniche soluzioni: “Sono solo due le vie che le istituzioni devono intraprendere per salvare migliaia di imprenditori della ristorazione. La prima è dare il credito di imposta ai proprietari di immobile. A Marzo, Aprile e Maggio, l’affittuario non dovrebbe pagare nulla, mentre da Maggio a Dicembr sarebbe dovuto un pagamento del 30% dell’affitto. In questo modo, sarebbe una spesa sostenibile.
La seconda è quella dei contributi. I ristoratori (e gli imprenditori) dovrebbero essere messi nelle condizioni di non pagare le tasse sul lavoro, contributi compresi. Ci prendiamo cura e carico dei dipendenti, provvedendo agli stipendi, ma il resto, dovrebbe assumerselo lo Stato.”

Bruno Marsico ha letto la bozza del decreto Aprile, centinaia di pagine, che definiscono le
misure indicate “inadeguate e prive di chiarezza, soprattutto per la quantificazione degli aiuti a fondo perduto: nessuno dice quanto, quando. Così come i protocolli, ancora del tutto poco chiari. Il datore di lavoro non può rischiare di rispondere di reati penali, qualora abbia ottemperato a tutti gli obblighi di sicurezza per i suoi dipendenti. Su questo punto non ci possono essere fraintendimenti”.
Senza i tre provvedimenti, fare ristorazione diventa anti-economico e non rimangono soluzioni alla chiusura. “Come si fa a non dover licenziare a queste condizioni? Come si fa ad avere costi a 100 e incassi a 30? Non possiamo resistere.”

Dopo due mesi di chiusura, si delinea la possibilità di riaprire e riaccogliere i clienti.
La nostra normalità è con il nostro staff di fiducia, che ora è a casa, ad aspettare quello che aspettiamo tutti. La prima sfida è dedicata a loro e ci stiamo attrezzando, pronti per tornare all’atmosfera che ci ha sempre fatto sentire come in famiglia.

Globe lancia in questo senso i Coupon Restart, in due varianti acquistabili sul sito web
https://www.globeinmilano.it/it/coupon-restart

Un modo per tornare al più presto a offrire l’atmosfera, i piatti e i cocktail che i clienti hanno sempre amato, l’occasione giusta per provare a ripartire.

globe
globe