Per ritrovare la campagna senza uscire dai confini di Milano bisogna spingersi verso Muggiano, nella parte occidentale della città, dove il paesaggio urbano lascia ancora spazio ai campi, ai fontanili e alle strade che conservano l’aspetto di un borgo.
È qui che si trova Cascina Guascona, uno dei complessi rurali più antichi e meglio conservati del territorio milanese. Le sue origini risalgono almeno al Quattrocento e la sua struttura racconta ancora oggi il funzionamento delle grandi cascine lombarde, nelle quali la residenza padronale, le abitazioni dei contadini e gli spazi destinati al lavoro agricolo convivevano all’interno dello stesso nucleo.
La Guascona non è soltanto una cascina sopravvissuta all’espansione della città. È una testimonianza della Milano rurale, quella che per secoli ha vissuto grazie alla fertilità dei terreni, all’abbondanza dell’acqua e a un’organizzazione agricola capace di modellare profondamente il paesaggio.
Cascina Guascona nel borgo di Muggiano
Oggi Muggiano è un quartiere di Milano, ma per lungo tempo ebbe una storia amministrativa autonoma. Il suo territorio comprendeva anche le località di Guascona, Guasconcina e Assiano, piccoli nuclei agricoli distribuiti nella campagna a ovest della città.
Nel 1841 Assiano venne aggregato a Muggiano, che nel 1869 perse a sua volta l’autonomia e diventò parte del Comune di Baggio. Quando Baggio fu unito a Milano nel 1923, anche Muggiano e le sue cascine entrarono definitivamente nel territorio comunale milanese.
Nonostante questi passaggi, Muggiano ha conservato a lungo una fisionomia distinta dal resto della città. Ancora oggi, percorrendo le strade che conducono alla Guascona, è possibile riconoscere quel rapporto tra borgo, campagna e attività agricola che un tempo caratterizzava buona parte della periferia milanese.
La struttura di Cascina Guascona
Cascina Guascona è organizzata intorno a due cortili chiusi e comunicanti, costruiti in epoche differenti e destinati a funzioni diverse.
Il cortile più piccolo è anche il più antico e conserva l’aspetto di una corte raccolta, quasi fortificata. Qui si trovava la casa padronale, separata dagli spazi nei quali si svolgevano le attività agricole quotidiane.
Il secondo cortile è più grande ed era organizzato intorno all’aia. Su questo spazio si affacciavano le abitazioni dei contadini, le stalle, i fienili, i magazzini e gli altri ambienti necessari al funzionamento della cascina.
Non si trattava quindi soltanto di un insieme di edifici rurali. La cascina costituiva un piccolo mondo autosufficiente, nel quale abitazione e lavoro erano strettamente legati e la vita delle famiglie seguiva il ritmo delle stagioni, delle coltivazioni e dell’allevamento.
Da dove deriva il nome Guascona
Il nome della cascina deriva probabilmente dalla famiglia De Guasconibus, documentata nel territorio di Muggiano già nel XV secolo.
Una pergamena del 1472 riferisce che il sacerdote Antonio Casati aveva ricevuto da Giovanni Antonio de Guasconibus il pagamento di un affitto relativo a terreni e immobili situati a “Muziano”, antico nome di Muggiano, nella pieve di Cesano.
Un secondo documento, datato 1481, registra invece la vendita di una porzione di bosco da parte dei monaci Olivetani di Santa Maria di Baggio a messer Giuliano de Guasconibus. Il terreno misurava 80 pertiche, 27 tavole e 22 piedi, secondo le unità utilizzate all’epoca.
Questi documenti non permettono di ricostruire ogni fase della nascita dell’edificio, ma confermano la presenza dei Guasconi nella zona e il loro legame con terreni e proprietà del territorio.
La cascina compare poi in un documento del 1° luglio 1553 riguardante alcuni possedimenti dei canonici di Sant’Ambrogio Maggiore ad Assiano. Da uno stato delle anime del 1574 sappiamo invece che alla Guascona vivevano 37 persone, mentre alla vicina Guasconcina ne risultavano dieci.
La famiglia Caravaggio e il portale monumentale
Tra il XVI e il XVII secolo i Guasconi cedettero la proprietà alla famiglia Caravaggio, che trasformò parte del complesso in una residenza nobiliare di campagna.
Alla famiglia Caravaggio viene attribuita la realizzazione del grande portale monumentale ancora oggi visibile sulla facciata. L’ingresso è affiancato da due semicolonne di ordine dorico che sorreggono un architrave, al centro del quale compare lo stemma gentilizio della famiglia.
Lo stesso stemma si ritrova all’interno della cascina, scolpito sul camino della casa padronale e realizzato in pietra molera, una pietra arenaria largamente utilizzata nell’architettura lombarda.
Questi elementi ricordano che la Guascona non fu soltanto un centro produttivo. Come molte cascine del territorio milanese, svolse anche la funzione di residenza di villeggiatura per famiglie nobili che trascorrevano parte dell’anno lontano dalla città, mantenendo allo stesso tempo il controllo sulle proprietà agricole.
Il fontanile Bergonzino e i mulini della Guascona
L’agricoltura della pianura milanese dipendeva in gran parte dalla disponibilità di acqua. Nei pressi della Cascina Guascona scorreva il fontanile Bergonzino, inserito in quella fitta rete di risorgive e canali che rendeva particolarmente fertili i terreni della zona.
Durante il periodo nel quale la cascina apparteneva alla famiglia Caravaggio, risultavano presenti anche due mulini. Non erano impiegati soltanto per la lavorazione dei cereali, ma venivano utilizzati per macinare le noci e ricavarne olio.
Dei due mulini oggi non rimane traccia, così come è scomparso l’antico oratorio della cascina, dotato di campanile e sacrestia e dedicato a San Rocco. Qui venivano celebrate le funzioni religiose per gli abitanti del complesso, evitando loro di dover raggiungere ogni volta la chiesa del borgo.
È invece sopravvissuto l’antico forno a legna nel quale veniva cotto il pane. Un elemento apparentemente semplice, ma fondamentale in un luogo abitato da decine e, nei periodi di maggiore sviluppo, da centinaia di persone.
Le proprietà dopo la famiglia Caravaggio
Nel corso dei secoli Cascina Guascona passò attraverso diverse proprietà. Dopo i Caravaggio compaiono i Della Porta, mentre nell’Ottocento il complesso appartenne, tra gli altri, a Gaetano Banfi e successivamente alla famiglia Monti.
Nel 1887 il proprietario risultava essere don Giulio Monti, sacerdote e professore, che donò anche un terreno destinato alla costruzione del cimitero di Muggiano.
Durante la prima metà del Novecento la Guascona e la vicina Guasconcina entrarono nei possedimenti della famiglia Aliprandi. In quegli anni il complesso raggiunse dimensioni considerevoli e ospitò una comunità numerosa: negli anni Trenta alla sola Guascona vivevano più di duecento persone.
Nel secondo dopoguerra la proprietà venne progressivamente frazionata. Case, terreni e rustici furono venduti a diverse famiglie che fino a quel momento avevano lavorato nella cascina come affittuari, trasformando l’antica grande tenuta in un insieme di proprietà e aziende agricole indipendenti.
Questa frammentazione modificò l’organizzazione originaria del complesso, ma contribuì anche a mantenerlo vivo. La continuità delle attività agricole ha infatti permesso alla Guascona di evitare l’abbandono e la completa trasformazione che hanno interessato molte altre cascine milanesi.
Cascina Guascona oggi
Cascina Guascona si trova in via Guascona 42, nel quartiere di Muggiano, all’interno del paesaggio tutelato dal Parco Agricolo Sud Milano. Il complesso è di proprietà privata e conserva funzioni agricole e residenziali, perciò non deve essere considerato un monumento liberamente visitabile.
La struttura può essere osservata dall’esterno, rispettando gli spazi privati e le attività di chi vi abita e lavora. Il portale monumentale, le corti e gli edifici rurali permettono comunque di riconoscere l’organizzazione della cascina storica e il rapporto che per secoli ha unito la residenza padronale alla vita dei contadini.
Nei dintorni si trovano la Cascina Guasconcina, il Parco della Cava di Muggiano e diversi fontanili, all’interno di un territorio che costituisce ancora oggi una cerniera tra la città costruita e la campagna.
Un frammento della Milano che viveva nei campi
Quando si parla di Milano si pensa quasi sempre al centro, ai monumenti, alle fabbriche o ai grandi quartieri costruiti durante il Novecento. Eppure, per gran parte della sua storia, la città è dipesa anche da un vasto territorio agricolo formato da cascine, marcite, rogge e fontanili.
Cascina Guascona appartiene a questa storia. Il suo portale ricorda la presenza delle famiglie nobili, le corti raccontano il lavoro dei contadini e il forno sopravvissuto riporta a una comunità nella quale il pane veniva prodotto e condiviso nello stesso luogo in cui si viveva.
Dopo più di cinque secoli la cascina è ancora lì, ai confini occidentali di Milano. Non è rimasta immobile e non è diventata semplicemente il ricordo di ciò che era: ha cambiato proprietari e organizzazione, ma ha conservato il proprio legame con l’agricoltura.
Ed è forse questa la sua caratteristica più preziosa. Cascina Guascona non racconta soltanto la Milano rurale del passato, ma dimostra che una parte di quella città esiste ancora.
Domande frequenti su Cascina Guascona
Dove si trova Cascina Guascona?
Cascina Guascona si trova in via Guascona 42, nel quartiere milanese di Muggiano, nella zona occidentale della città e all’interno del Parco Agricolo Sud Milano.
Quando fu costruita Cascina Guascona?
Le origini della cascina risalgono al Quattrocento. La presenza della famiglia De Guasconibus nel territorio di Muggiano è documentata da una pergamena del 1472.
Da dove deriva il nome Guascona?
Il nome deriva dalla famiglia De Guasconibus, tra i primi proprietari documentati di terreni e immobili nella zona.
Cascina Guascona si può visitare?
Il complesso è una proprietà privata con funzioni agricole e residenziali. Può essere osservato dall’esterno, ma non risulta normalmente aperto alle visite turistiche.
Che cosa si può vedere a Cascina Guascona?
Gli elementi più riconoscibili sono il portale monumentale con lo stemma della famiglia Caravaggio, la struttura articolata intorno a due corti e gli edifici un tempo utilizzati come abitazioni, stalle, fienili e magazzini.


