giulia mutti
giulia mutti

Giulia Mutti è un raggio di sole in una grigia giornata milanese. Toscana, classe 1993 è arrivata in finale all’ultima edizione di Sanremo Giovani. L’otto marzo, proprio in concomitanza con la festa della donna, è uscito il suo primo EP “Le Favorite, Vol. 1″ (BMG), che contiene tre cover, Almeno Tre (il pezzo presentato a Sanremo Giovani) e l’inedito “Acciaio”.

 

 

Benvenuta a Milano! Un po’ diversa dalla tua Versilia. Cosa ti piace di questa città?

Milano è la città del fermento: ogni volta che ci vengo succede qualcosa di positivo per la mia carriera. È molto diversa dal posto in cui vivo e forse per questo mi intriga così tanto. Sono cresciuta al mare ed è proprio il mare la cosa che mi manca di più quando cambio città, ma devo dire che Milano mi distrae da questa mancanza come nessun altro posto.

Che ricordo hai di Sanremo Giovani?

E’ stata una bellissima esperienza e per quelli che sono i miei obiettivi, solo un punto di partenza.

L’inedito “Acciaio” l’hai scritto tu. Come nasce?

Noi donne tendiamo sempre a colpevolizzarci. Con questo brano vorrei che passasse il messaggio che possiamo anche perdonarci ed andare avanti.

Le tue mani sono ricoperte di parole. Tutte tatuate. Come mai?

Questi tatuaggi sono un omaggio alle mie mani. Per me che sono una pianista, loro rappresentano il mio strumento.

Ne “Le Favorite, Vol.1” riproponi in chiave diversa brani della Nannini, di Arisa e di Carmen Consoli. Sono loro i tuoi riferimenti musicali?

Sono tutte e tre artiste che sono rimaste coerenti negli anni e per me riferimenti musicali molto importanti.

Per Giulia questo primo album vuole essere un omaggio alle donne, che sono in grado di amare in maniera incondizionata e aspettiamo di vederla presto in qualche live.


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