Lanzone
Lanzone

Lanzone, per molti via Lanzone. Avete presente? Zona Sant’Ambrogio. Esatto proprio quella dove tanti anni trovavamo la fiera degli Oh Bej Oh Bej

 

Ma chi era Lazone della Corte?  Era un giudice. E pure notaio.

Di famiglia nobile e benestante, lavorò per conto dell’Arcivescovo Ariberto d’Intimiano e si trovò suo malgrado a gestire un passaggio storico delicato come quello della nascita dei Comuni. Milano ovviamente non fece eccezione.

Nato e morto in date che non sappiamo (almeno noi) possiamo però essere sicuri che  avremmo incontrato Lanzone per le strade del centro tra il 1030 ed il 1060: eletto Capitano del Popolo dopo aver guidato l’insurrezione del popolo contro i nobili, dovette difendere la città dal seguente assedio nobiliare per tre lunghissimi anni, durante i quali la popolazione fu ridotta alla fame.

Consapevole di non poter andare avanti ancora il nostro Lanzone chiese aiuto al re Enrico III che in cambio della fedeltà della città invio i suoi soldati in aiuto del popolo contro i nobili.

Passò poco prima che Lanzone capi di essere passato dalla padella alla brace: i nobili erano sì sconfitti, ma la sottomissione all’impero pregiudicava la tanto agognata libertà; cambiò velocemente idea, strinse un accordo con i nobili ( stabilirono uguaglianza di diritti e partecipazione alla vita cittadina) annullando quanto stabilito con il re.

Fu da questo momento che Milano iniziò ad essere gestita da una assemblea popolare e da un consiglio ed un’autorità esecutiva. Il Comune stava finalmente prendendo forma, ma i problemi evidentemente non erano terminati. Ma questa è un’altra storia

Lanzone aveva fatto quel che poteva, ma in città si era fatto tanti nemici. Era qualcosa che succedeva di frequente a chi doveva gestire il bene comune.  Per questo motivo lasciò la città per trasferirsi prima in zona Brescia e poi, si dice in Campania.


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