Scuola: quanto se parla ultimamente?

 

Ho ricordi vivissimi di quando frequentavo la scuola, ma cosa ben più importante ho un figlio che frequenta la superiori: non sono quindi un teorico, ma ho vissuto “la pratica” di questi mesi con la scuola a distanza.

Vorrei però fare un passo indietro a quando tutto era come dire, normale. Ci siamo lamentati tutti, genitori e figli, del fatto che lo zaino fosse sempre troppo pesante. Libri su libri che, diciamoci la verità, più di una volta abbiamo maledetto pensando che 10 chili di carta potevano essere sostituiti con facilità con un tablet.

Più di una volta abbiamo visto i nostri figli fare ricerche e documentarsi sul web e ricordavamo con nostalgia (??) quando noi dovevamo andare in biblioteca a cercare quell’argomento.

Poi ecco la quarantena e la scuola a distanza. E’ evidente che, salvo rari casi, le scuole non era preparate. Ed a mio avviso è questo il vero problema. Viviamo in una società che può fare tutto sul web. Forse la quarantena è servita a farlo capire ad un numero maggiore di persone, ma anche prima del covid la spesa, le mutande, i libri, i biglietti aerei, le azioni, le viti, il latte, …. potevano essere comprati su internet. Potevamo partecipare a corsi, lezioni e conferenze. Potevamo parlare con amici e parenti in vacanza in Australia e vedere le dirette meteo dalla Groellandia. Insomma, già si poteva fare di tutto.

Ci siamo però accorti che la scuola non aveva gli strumenti adatti per offrire una didattica a distanza in linea con il programma. Abbiamo scoperto che i professori non avevano sempre in casa un pc adatto ed una connessione idonea. E abbiamo appurato che non tutti i ragazzi potevano disporre della tecnologia minima per poter studiare in questo modo.

Poi certo, c’è tutto il discorso della parte fondamentale della socializzazione: la scuola in questo senso è fondamentale. Ed ovviamente anche il discorso dei genitori che lavorano è importante: come fa un bambino a stare a casa a seguire le lezioni se i genitori devono lavorare? Insomma le problematiche sono diverse.

E’ altrettanto vero però che come sempre, una via di mezzo a mio avviso è importante. E quindi dovremmo essere capaci di prendere spunto, o per dirla in termini scolastici, dovremmo aver imparato la lezione e concentrarci su quello che è emerso. In altre parole, si deve trovare il modo affinchè tutti i docenti siano messi nella condizioni di avere il materiale tecnologico necessario e allo stesso modo i ragazzi.

La connessione internet è oggi assolutamente necessaria. Deve essere disponibile sempre a tutti. Ovunque. Come è possibile che ci sia gente che rateizza per 4896 mesi l’acquisto dell’ultimo telefono uscito dalla fabbrica della Apple ed un ragazzino non abbia un pc per poter studiare?

Alla fine quindi credo che la scuola, che mi auguro riprenda i primi di settembre con i ragazzi seduti ai propri posti, debba prendere spunto da quanto accaduto ed attrezzarsi di conseguenza. E non per la paura di un ritorno del morbo, ma per diventare migliore. Una scuola che riesca a coniugare i vantaggi dello stare insieme a quelli che la tecnologia è in grado di fornire è un passaggio fondamentale per cercare di ridurre il gap che abbiamo con gli altri paesi del mondo.

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Danilo Dagradi
Abbandonata agli inizi degli anni 2000 una carriera tra numeri e percentuali, riscopro la passione per Milano e la sua storia ma senza pensare che potesse diventare un lavoro. Con la nascita dei primi social network, avvio un'attività incentrata sulla gestione della comunicazione attraverso anche questi strumenti. Attività che svolgo tutt'ora come Social Media Strategist per aziende e professionisti. Con l'avvio del progetto Milano da Vedere prima e Se Parla Milanes in un secondo momento, divido le mie giornate tra la storia di Milano ed i numeri dei social network...