Parcheggio selvaggio

Ancora parcheggio selvaggio: abbiamo parlato pochi giorni fa del problema delle auto in doppia fila, delle moto, scooter e motorini sul marciapiede e delle nuove bici lasciate un po’ dove si vuole. Nulla in confronto al vero grande, enorme problema del parcheggio selvaggio causato ogni giorno, ogni ora, dai…..carrelli della spesa!

Tutti sarete andati in un supermercato: da qualche tempo una delle catene più conosciute a Milano ( e non solo), l’Esselunga, è aperta praticamente sempre. Dalle 7 e 30 del mattino alle 22.00. E pure la domenica troviamo tutto aperto.

C’è quindi la possibilità di studiarsi gli orari migliori per evitare di trovare troppo gente, la fila…insomma il casino che tutti vogliamo evitare. Quello che però MAI, ripetiamo MAI si riesce ad evitare è la guida ed il parcheggio selvaggio dei carrelli. Anche se andiamo alle 7,31 di lunedì mattina troviamo sempre qualcuno che usa il carrello in malo modo.

Ed esistono delle caratteristiche precise sapete? C’è quello (uomo solitamente) che tiene il carrello con la stessa cura che avrebbe con l’auto appena uscita dal lavaggio. Sempre vicino, attento che nessuno si avvicini e guai se viene sfiorato dai cestelli. C’è quella (donna) che vive il carrello come un prolungamento della mano: non si stacca mai, sempre con sè. Ci sono quelli (uomini e donne) che lo abbandonano, ma con una metrica precisa: mai al bordo degli scaffali, ma sempre, sempre in mezzo alla corsia, così da impedire il passaggio e creando (anche qui) la fila. Poi ci sono i migliori, quelli che usano il carrello per creare una barricata: non lo lasciano nel senso di marcia, lo mettono in orizzontale in mezzo alla corsia e se ne vanno, alla ricerca di chissà quale prodotto.

Vi farà sorridere, ma è la verità. Fateci caso nell’improbabile ipotesi non vi sia mai capitato. Ma tutto questo scritto ha una morale, ahinoi: se non siamo capaci di rispettare banali regole di convivenza in un supermercato con un carrello, cosa speriamo di avere con auto, moto e bici?