peggior incubo
peggior incubo

Quale potrà mai essere il nostro peggior incubo?

A scanso di equivoci, onde evitare che qualcuno con una dose scarsa di ironia inizi a riempirci di commenti scrivendo che ci sono cose peggiori nella vita, puntualizziamo subito che, per l’appunto, siamo ironici. Ogni tanto è anche bello poter scrivere qualche scemata.

Ma tornando a noi: il nostro peggior incubo è l’introduzione nel nostro supermercato preferito del cestino con le ruote.

Abbiamo già avuto modo di scrivere come l’uso improprio del carrello al supermercato sia da sanzionare con pene corporali: lasci il carrello in mezzo alla corsia? Due ore dentro il ghiaccio con polpi ed aragoste. Prendi il carrello di un altro e lo riempi con i tuoi prodotti e poi fai finta di niente? In fila per 6 ore davanti ad una cassa chiusa. E via così.

Fino a non troppo tempo fa, poter usare il cestino, quello che si tiene in mano quando si acquistano poche cose era una sicurezza: lo si prendeva, si metteva dentro le 3-4 cose e si andava alla cassa. Certo, ogni tanto capitava di sbattere contro qualcuno che lo teneva come se avesse in mano il secchio dell’acqua da far piroettare sopra la testa per dimostrare che il liquido non esce, ma tutto sommato era sopportabile. Come era sopportabile vedere il cestino abbandonato qua e là: bastava un bel calcetto per spostarlo.

Con queste stramaledettissime ruotine ed il manico allungato, ci troviamo a combattere contro un mini carrello ma molto più insidioso. Abbandonato anche lui in ogni punto del supermercato (vedi calcetto al paragrafo precedente) diventa un incubo quando ce lo troviamo trainato davanti a noi, magari con lentezza, dall’ignaro proprietario che non sa che al supermercato, a Milano, non ci si deve comportare come in gita, guardando il paesaggio, ovvero gli scaffali, cercando di ricordare cosa bisognava comprare.

Se prendi il cestino vuol dire che hai poche cose da prendere: quindi gambe in spalle e veloce verso la cassa.  No, tutto questo non accade più. Il cestello a ruote fa nascere dentro tanta gente quella sensazione di calma, rilassatezza, che per l’appunto, per noi è un incubo.

Gente che guarda le promozioni, i punti, i prezzi, la provenienza della merce, l’assortimento degli scaffali…. con quell’attrezzo tenuto con la mano, dietro a mezzo metro di distanza, guidato come se si fosse in un prato, trascinando il trolley con dentro il necessario per il picnic! Amico, siamo a Milano!!! Qui si corre!!!

Lo sappiamo, dobbiamo rassegnarci: ormai sono ovunque. Sono mezzi di distruzione di massa lasciati in mano a chiunque. Anche a chi li “guida” tenendoli davanti, modello passeggino, con la differenza che mozzarelle, pasta e verdure non piangono e non serve parlar loro ad ogni giro di scaffale.

Passeremo dunque alla spesa online, sicuri di poter ricevere a casa quel che avremmo preso allo scaffale, ma senza aver combattuto una guerra di cestelli.


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