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sabato 8 Maggio

Carlo Porta, il grande poeta milanese

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Danilo Dagradi
Danilo Dagradi
Abbandonata agli inizi degli anni 2000 una carriera tra numeri e percentuali, riscopro la passione per Milano e la sua storia ma senza pensare che potesse diventare un lavoro. Con la nascita dei primi social network, avvio un'attività incentrata sulla gestione della comunicazione attraverso anche questi strumenti. Attività che svolgo tutt'ora come Social Media Strategist per aziende e professionisti. Con l'avvio del progetto Milano da Vedere prima e Se Parla Milanes in un secondo momento, divido le mie giornate tra la storia di Milano ed i numeri dei social network...

Carlo Porta morì 200 anni fa. Il suo è uno di quei nomi che a Milano non si dimenticano. Mai.

E’ riconosciuto come il più grande: tanto grande che chi è venuto dopo di lui è stato spesso etichettato come un imitatore. Noi non è che siamo proprio così d’accordo con questa affermazione, ma non entriamo nel merito almeno oggi.

Carlo Porta nasce in via Manzoni proprio vicino alla chiesa dove poi venne battezzato, San Francesco di Paola. Dopo gli studi dai Barnabiti ed in Seminario, lavorò all’ufficio del Debito Pubblico in quel di via Montenapoleone.

Si sposò nel 1806 con la figlia di un gioielliere (che ovviamente era in via Orefici), Vincenza. Una vita diremmo passata in centro Milano, visto che Carlo Porta frequentava la Scala ed il teatro Filodrammatici. E non andava solo, ma con gli amici della “Cameretta”, un gruppo di persone che, per chi volesse, può scoprire in un quadro che, aperture permettendo, si può ammirare in Brera: oltre a Carlo Porta ecco Giuseppe Taverna, Gaetano Cattaneo e Giuseppe Bossi. 

Sempre in centro, ma dalla parte di Santo Stefano, si può vedere la sua statua: chissà se i tanti studenti che frequentano la statale, si sono mai fermati a rendere omaggio al grade Porta.

Morto giovane aveva appena 45 anni, fu sepolto in quel cimitero di San Gregorio di cui abbiamo tanto parlato, in una zona della città che, oggi come ieri, andrebbe conosciuta molto di più. Dentro la chiesa una targa lo ricorda, visto che ovviamente il cimitero non esiste più.

Milano e Carlo Porta sono due nomi inseparabili. Per chi come noi ha la ferma volontà, nonostante la tante difficoltà, di ricordare sempre l’importanza del milanese (abbiamo creata anni fa una pagina dedicata e, covid a parte, festeggiamo ogni anno la giornata del dialetto milanese) il grande poeta è fonte di continua ispirazione.

E deve essere stato così anche per un altro grande milanese, Don Lisander, Alessandro Manzoni, che a Porta dedicò dei versi e lo ricordò come un uomo dalla testa fina, on omm de coo!

carlo porta
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