San Gregorio Magno si trova appena fuori dall’area dove un tempo sorgeva il Lazzaretto. Quella che vediamo oggi è una chiesa neoromanica, costruita tra il 1903 e il 1908, sorta su una cappella cimiteriale molto più antica.

Parliamo del cimitero costruito accanto al Lazzaretto realizzato per fronteggiare l’emergenza sanitaria causata dalla ricomparsa della peste nel 1489. Si decise di collocarlo nell’area fuori dalla Porta Orientale, nei pressi del Redefossi.

Del Lazzaretto ormai non vi è quasi più traccia se non una porzione in via San Gregorio. Venne acquistato dalla Banca di Credito Italiano e demolito. Il cimitero di San Gregorio venne chiuso. La chiesa per qualche tempo venne occupata dagli sfrattati dal Lazzaretto.

Con l’espandersi della popolazione nacque l’esigenza di costruire una chiesa nuova. Fu così che ne venne eretta una provvisoria, in legno e gesso, su progetto di Alfredo Campanini. Ma quella che vediamo oggi è il frutto della collaborazione di Francesco Solmi con i due ingegneri Puelli e De Micheli.

San Gregorio Magno, l’abbiamo detto prima, è in stile neoromanico ma presenta influenze liberty evidenti nei capitelli delle colonne del protiro e nelle finestre dei fianchi.

Contrariamente a quello che si potrebbe pensare osservando la facciata tripartita l’interno ha un’unica navata. Sull’arco trionfale vi è un affresco di Morgari dove è rappresentata la Crocifissione al centro, la resurrezione dei morti e la redenzione del purgatorio ai lati.

Vi è poi la statua di San Gregorio Magno in marmo di Carrara di Achille Alberti. E un Crocifisso ligneo del XVIII secolo con a lato le statue in obece di Santa Rita e Sant’Antonio da Padova.

Purtroppo, in seguito a un bombardamento nell’agosto del 1943, il tetto della chiesa prese fuoco e, crollando, bruciò tutto quello che poteva prendere fuoco. Anche gli affreschi che si trovavano nelle nicchie della facciata sono andati persi quasi del tutto.

san gregorio magno
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