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Danilo Dagradi
Danilo Dagradi
Abbandonata agli inizi degli anni 2000 una carriera tra numeri e percentuali, riscopro la passione per Milano e la sua storia ma senza pensare che potesse diventare un lavoro. Con la nascita dei primi social network, avvio un'attività incentrata sulla gestione della comunicazione attraverso anche questi strumenti. Attività che svolgo tutt'ora come Social Media Strategist per aziende e professionisti. Con l'avvio del progetto Milano da Vedere prima e Se Parla Milanes in un secondo momento, divido le mie giornate tra la storia di Milano ed i numeri dei social network...

I turisti non conoscono queste bellezze: noi invece che a Milano ci abitiamo sì. Anzi, forse.

Per chi avesse voglia di fare quattro passi, fuori dalla Milano turistica, ma non per questo meno interessante dal punto di vista artistico e storico, ecco un’idea a nostro avviso davvero interessante.

Agevoliamo l’arrivo al punto di partenza con la metropolitana: chi non fosse in zona può scendere alla fermata della linea 3, Repubblica. Da qui imboccate viale Tunisia. Buttate sempre l’occhio di qua e di là e, tranne quando attraversate la strada, ricordate di guardare anche verso l’alto.

Una prima tappa è la piscina Cozzi: non potete non notarla, sul lato destro della strada se avete le ex Varesine alle vostre spalle. E’ una struttura che ha davvero tanta storia e tanti primati ed ancora oggi è un punto di riferimento per i milanesi che vogliono nuotare. Ma se non avete intenzione di fare un tuffo, ammirare la struttura da fuori è certamente interessante.

Prendete ora via Lazzaretto, passate l’incrocio con via San Gregorio ed entrate in via Settembrini: qui davvero non perdete l’occasione di ammirare i tanti, tantissimi palazzi che arricchiscono questa strada. Sono davvero molto belli e particolari e camminando potete notare i tanti dettagli che li rendono così speciali.

A questo punto potete continuare sulla via Settembrini, girare a destra in via Boscovich ed ancora a destra in via Settala (sempre guardandovi attorno: tante le cose da vedere) altrimenti potete tornare indietro e riprendere la via San Gregorio: pochi passi ed ecco la chiesa di San Gregorio Magno.

E’ una costruzione tutto sommato recente (inizi ‘900), ma la cosa che deve farvi pensare è che la strada che avete fatto per arrivare fino a qui, un paio di secoli fa era un cimitero (ricordate che non siamo poi così distanti dal Lazzaretto): detto anche Foppone di San Gregorio o anche di Porta Orientale, era uno dei cinque cimiteri cittadini. Venne chiuso con l’apertura del Monumentale.

Fuori dalla chiesa, come sempre non dimenticate di guardare i palazzi: anche in questa via potreste sorprendervi. Riprendete quindi via Settala fino all’incrocio con viale Tunisia: girate a sinistra, pochi passi ed eccoci davanti alla chiesa di San Carlo al Lazzaretto.

Qui la storia è davvero tanta: vi basti pensare che questa minuscola chiesa fu voluta da San Carlo Borromeo e costruita sul finire del 1500.

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