Lodovico Settala nasce a Milano il 7 febbraio 1552.

 

Suo padre Francesco è un medico e anche Lodovico lo diventerà seguendo le sue orme. La madre, Giulia Ripa, invece, è la figlia del giureconsulto pavese Giovanni Francesco Ripa.

Studia presso il collegio dei Gesuiti di Brera e, nel 1572, si laurea in medicina all’Università di Pavia dove, dopo due anni, gli viene offerta la prima cattedra straordinaria di medicina a Pavia. Il dottor Settala, però, preferisce lavorare a Milano. Lascia quindi l’insegnamento a Pavia e si dedica allo svolgimento della sua professione nella sua città.

Successivamente otterrà la cattedra di morale e di politica delle Scuole canobiane di Milano e, nel 1600, l’incarico di protofisico generale dello stato di Milano.

Il nome di Lodovico Settala è legato ad entrambe le epidemie di peste che si diffusero a Milano nel 1576 e nel biennio 1628 – 1630. In quella del 1576 il dottor Settala fu eletto deputato per il quartiere di Porta Orientale grazie alle sue conoscenze di pubblica igiene tramite le quali diede importanti disposizioni per l’assistenza degli infermi.

L’epidemia del 1628 – 1630 è quella narrata da Alessandro Manzoni ne “I promessi sposi”. Il dottor Settala ha avuto l’onore di essere nominato due volte nel romanzo.

La prima nel ventottesimo capitolo, quando si parla di Senatore Settala, figlio di Lodovico, medico appartenente al tribunale della sanità, e poi, nel trentunesimo capitolo, dove viene nominato come medico tra i primi ad accorgersi che questa “strana malattia”, che stava prendendo piede nella zona di Lecco, era la peste.

Effettivamente il dottor Settala era molto perspicace Lui stesso fu contagiato dal morbo ma ne guarì rimanendo però balbuziente e paralitico.

Lodovico Settala ha scritto diverse opere di medicina, morale, politica, filosofia e storia naturale.

Muore a Milano il 12 settembre 1633.

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