Santa Maria alla fontana
Santa Maria alla fontana

Che ne dite di conoscere meglio Santa Maria alla Fontana? Come come? Non l’avete mai sentita? Nessun problema, poniamo subito rimedio.

Artrosi? Artrite? Ecco come noi milanesi ci curavamo fino a poco tempo fa. Andavamo alla Ca’ Granda o al Lazzaretto se proprio eravamo conciati male, oppure andavamo all’Isola, alle fonti di Santa Maria alla Fontana.

Le acque da queste parti sono da sempre famose per le loro proprietà, una sorta di bagno termale insomma, oppure una Lourdes cittadina. Per secoli i milanesi acciaccati hanno fatto la fila per un bagno in queste fonti e persino Charles II d’Amboise, l’uomo di fiducia di Luigi XII, ha deciso di puciare i piedi in quelle che erano conosciute ancora come le fonti dei Visconti, guarendo dalla malattia.

Entusiasta della guarigione da il decisivo impulso per l’edificazione di un santuario degno della fonte miracolosa. Siamo nel 1507, l’architetto è Giovanni Antonio Amadeo, ma è molto probabile che i contributi di Bramante e Leonardo, tornato per l’ultima volta in città, siano tutt’altro che ipotesi.

Con la morte del francese i lavori proseguono grazie all’attivismo dei monaci di San Simpliciano che ottengono da Giovanni Gaspare Visconti la donazione dei terreni su cui edificare le strutture necessarie. Gli spagnoli ci mettono mano un secolo dopo affidando il monastero ai minori francescani e costruendo una nuova chiesa, più grande, portando Santa Maria alla Fontana ad essere uno dei luoghi più sacri e frequentati di Milano almeno fino a fine ‘800.

La città si espande ed il santuario viene circondato da case e soprattutto fabbriche. Una di queste produce bitume, s’incendia ed inquina irrimediabilmente la fonte miracolosa che viene così chiusa. Nel 1920 l’architetto Mezzanotte ne rifà il look in neo gotico, ma conservando la vasca originale dove Charles II si era immerso nel lontano 1507 così come migliaia di milanesi nei secoli; oggi è visibile all’interno del parco della chiesa.

Dalle miracolose fontane oggi sgorga semplicemente acqua di acquedotto, ultimo ricordo di una tradizione antichissima, insieme agli affreschi cinquecenteschi ed al cortile rinascimentale che ne fanno uno dei luoghi più suggestivi di Milano ancora oggi, naturalmente, nel più completo anonimato.

piazza Santa Maria alla Fontana, 11.


Milano (è) da vedere

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Danilo Dagradi
Abbandonata agli inizi degli anni 2000 una carriera tra numeri e percentuali, riscopro la passione per Milano e la sua storia ma senza pensare che potesse diventare un lavoro. Con la nascita dei primi social network, avvio un'attività incentrata sulla gestione della comunicazione attraverso anche questi strumenti. Attività che svolgo tutt'ora come Social Media Strategist per aziende e professionisti. Con l'avvio del progetto Milano da Vedere prima e Se Parla Milanes in un secondo momento, divido le mie giornate tra la storia di Milano ed i numeri dei social network...