San Simpliciano

La Basilica di San Simpliciano. Quanta bellezza. Una delle chiese più antiche di Milano, risalenti al suo passato di capitale imperiale romana.

Appena cristianizzata, la città è retta dal Vescovo Ambrogio. Il paganesimo è sconfitto e bisogna ribadirlo con forza. Quale miglior modo per farlo se non erigere quattro nuove chiese all’esterno delle mura, in prossimità delle strade  degli incroci più trafficati? Detto fatto. Una di quelle, secondo la tradizione è la Basilica Virginum.

La radice paleocristiana è ben confermata dall’archeologia, che però non può giurare sulla paternità del santo. Poco male, la ricchezza storica qui non manca di certo. A terminare i lavori è poi il Vescovo Simpliciano che qui fa seppellire tre martiri prima di trovarvi riposo lui stesso. Probabilmente circondata da un portico, in epoca longobarda la chiesa viene ristrutturata ed ingrandita una prima volta.

Sisinnio, Martirio, Alessandro, i tre martiri sepolti nella Basilica, svolazzano miracolosamente in segno di vittoria nel 1176 posandosi sul Carroccio, il che porta molta fortuna alla Basilica stessa, soprannominata Basilica del Carroccio. Qualche secolo dopo subisce la paranoia spagnola, vedendosi mozzato il campanile di ben 25 metri, quel tanto che bastava a non permettere di sbirciare nel castello.

La vita monastica dura fino al 1798 quando tutto viene tristemente convertito in caserma. Successivamente una parte della struttura convenutale viene demolita e la chiesa restaurata. Nel ‘800 i lavori sono pesanti ed invasivi, quasi sembra un’altra chiesa. Un abito di cemento veste maluccio una gran signora. Il danno viene rimediato nel ‘900 restituendo dignità ed identità ad una delle chiese più importanti ed affascinanti di Milano.


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