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Procaccini, la via: siamo in zona Monumentale lungo la strada che lo collega a corso Sempione.

Giulio Cesare Procaccini nacque a Bologna nel 1574 e morì a Milano nel 1625. Fu prima scultore e poi pittore ed è considerato uno dei massimi esponenti della scuola barocca lombarda.

A Milano passò la maggior parte della sua vita. Vi si trasferì con la sua famiglia all’ età di 11 anni. In quel periodo Milano era pervasa da un clima controriformistico che permise lo sviluppo di un centro di elaborazione delle nuove forme nel settore delle arti figurative. Nel 1590 cominciò a lavorare alla Veneranda Fabbrica del Duomo. Eseguì diverse opere in Santa Maria dei Miracoli.

Procaccini pittore

Intorno al 1600 si formò come pittore. Nella Chiesa di Santa Maria presso San Celso si trovano le sue prime opere: le pale con La Pietà e il Martirio di Nazaro e Celso.

Nelle opere del Procaccini è evidente l’influenza di artisti del calibro di Correggio, Parmigianino e Rubens. La possiamo riscontrare osservando i teleri per la serie dei Quadroni per il Duomo di Milano con i Fatti della vita del Beato Carlo Borromeo, le opere per la Cappella Acerbi in Sant’Antonio Abate e lo sposalizio mistico di Santa Caterina di Brera conservato nella Pinacoteca.

Nel 1619 lavorò per i principi di casa Savoia a Torino. Spesso fu ospite di Giovanni Carlo Doria a Genova che gli commissionò diverse opere. A Pavia nel 1620 dipinse Debora che fa radunare l’esercito e Rachele con Giacobbe al pozzo presso la Chiesa di Santa Maria di Canepanova.

Con il Cerano e il Mortazzone dipinge il famoso Quadro delle tre mani. Ormai il Procaccini è un pittore abilissimo ed è considerato uno dei più importanti artisti lombardi della prima metà del Seicento.

Alla Pinacoteca di Brera è conservato il suo ultimo quadro, l’Autoritratto, un capolavoro.

Il 14 novembre 1625 muore a Milano. Fu sepolto nella tomba di famiglia nella Chiesa di Sant’ Angelo.

Noi la storia ve l’abbiamo raccontata. Ci auguriamo che qualcuno di voi passando per via Procaccini, ogni tanto, tra le mille distrazioni dei giorni nostri, renda omaggio a un artista così prestigioso.

procaccini
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