nebbia
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La nebbia. Solo un milanese leggerà questa parola nello stesso modo in cui chi vi sta scrivendo la pronuncia. Siamo onesti: la nebbia solo noi la pronunciamo così e siamo tra i pochi ad amarla.

Ora: se è vero che è pericolosa quando si è in strada e lungi da noi il pensiero di rimpiangerla sapendo che può provocare gravi incidenti, la nebbia è un qualcosa che il milanese ha dentro.

Ma visto che non si può parlare per altri, qui di seguito i pensieri personali di uno di noi che, la nebbia, l’ha scoperta nel 1977.

Passo alla prima persona per raccontare quanto segue. All’epoca ero molto piccolo e abitavo in una zona della città che già allora (figuriamoci oggi) non regalava momenti di grigio totale, ma qualche sprazzo qua e là. Bene: in una data che non ricordo del 1977 per la prima volta sono andato con mio papà a pescare. Vista la tenera età decise di non andare troppo lontano nè tanto meno partire nel cuore della notte. Una gitarella più che una vera e propria giornata di pesca. Ci trovammo così sul Ticino, non distanti da Milano ma in un contesto che per la prima volta nella mia vita mi diede modo di scoprire che di giorno il sole poteva non esserci anche alle 10 del mattino nonostante non piovesse. Una sensazione, la ricordo ancora di paura mista ad emozione.

1991, sempre io, ma questa volta la macchina è la mia, mio papà è a casa e con me ci sono i miei amici. Usciamo da un palazzetto dove eravamo andati a sentire un concerto. Il ritorno non era lungo: eravamo a San Colombano al Lambro. Pochi minuti, giusto il tempo di arrivare sulla statale. Niente. Non si vedeva niente. No, no, non poco, NIENTE. Io alla guida, andai avanti non so quanto tempo con uno dei miei amici che faceva strada a piedi davanti a noi. Un incubo.

Oggi: la nebbia a Milano fa fatica a vedersi. Bisogna uscire un poco per vedere quella “bella”. E vi confesso che ogni tanto qualche scappata fuori la faccio. Mi piace sentire la nebbia che mi circonda. Il profumo (per molti sarà puzza, ma a me piace) che si sente quando si è in mezzo. E quella sensazione di bagnato che lascia sulla faccia e sugli abiti.

Sarà una botta di romanticismo, non so dirvi. Ma a me le nebbia piace.


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7 Commenti

  1. Ricordo quando a 12-13 anni giocavo a calcio in una squadra, durante un allenamento mi accorsi improvvisamente di essere completamente immerso nella nebbia, in un limbo;sentivo i miei compagni ma non sapevo più dove fossi ne dove fosse la porta, non aveva senso, ma non mi sentivo perso. Anni dopo provai una sensazione simile in montagna, sempre con la nebbia, che stavolta era una nuvola ed io ero da solo. Fuori dal habitat, la nebbia è un po’ meno rassicurante

  2. La scighera (/sci-ghé-ra/, pronunciato [ʃi’ge:ra]) è il modo con cui tradizionalmente i milanesi chiamano la nebbia.

  3. Parole che scaldano l’anima e mi commuovono tanto…amo la nebbia, mi è profondamente affine! Il pensiero va a quando rincasavo da bambina scendendo dalla metro a Amendola o Lotto…immerse nella nebbia figure incerte come fantasmi, ma dal passo spedito…Si dirigevano verso quelle calde luci che punteggiavano la scighera, rendendola magica…Non esistono più quei freddi meravigliosi e nemmeno l’Alemagna di Via Silva, avamposto che si stagliava nel tardo pomeriggio per offrire ristoro ai viandanti golosi. Quando dicono che una persona ha un carattere solare…. be’ io no! Ho un carattere “nebbioso”.

  4. Sono arrivato a Milano ad aprile 1972. Ho trovato splendide giornate di sole, un cielo terso, e la nebbia? e ila grigia Milano? Niente ed è stato amore immediato. Poi la nebbia è arrivata, allora c’era per davvero, non avevo l’auto usavo solo i mezzi e non percevivo i pericoli che la ne nebbia nasconde. Che dire un fascino unico che solo Milano può avere. Ancora oggi quando penso alla nebbia, mi viene in mente solo Milano e il piacere di rimanere immersi in quella atmosfera ovattata in cui due innamorati rimanevano nascosti e persi in un lungo bacio.

  5. Anche a me manca tanto la scighera. Camminarci in mezzo era come un viaggio introspettivo. Sentivo il battito del mio cuore, il mio respiro quasi quasi sentivo il rumore dei miei pensieri. Anziché aumentare il passo rallentavo per prolungare il piacere di quella passeggiata

  6. Oggi ho 76 anni i nebiuni de un temp se veden pu…ne ricordo ancora il prufumo si la nebbia aveva un suo odore che io chiamo profumo…..

  7. e che dire quando di sera guardi dalla finestra di un piano alto le cime degli alberi che spuntano dal nulla ….. e vedi i fanali delle auto fiochi e sei felice che tutti i tuoi siano a casa al calduccio ….

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