lunedì,15 Luglio,2024
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Inveruno, un comune dalla storia ricca e variegata

Inveruno, località situata a nord ovest di Milano, trae il suo nome dalle antiche parole celtiche “Ever” e “Uno” il cui significato è pianta di tasso.  Questo suggerisce la presenza di questa specie arborea in epoche passate nella regione.

Le radici storiche del paese risalgono a tempi remoti, evidenziati dai recenti scavi del 1998 che hanno portato alla luce una grande necropoli romana con tombe risalenti al I-IV secolo d.C. L’analisi etimologica suggerisce tuttavia la presenza di un insediamento celtico in epoche precedenti.

Il primo documento scritto che attesta l’esistenza di Inveruno risale al 922, menzionando la discendenza di Ambrogio di Euruno, ovvero Inveruno. All’inizio del XVI secolo, Francesco I concesse il feudo alla famiglia Arconati. Successivamente la proprietà passò ai piemontesi Lossetti fino ad arrivare alla famiglia Blardoni di Vogogna, che ne rimase proprietaria fino all’abolizione del sistema feudale voluta da Napoleone nel 1796.

Il generale francese pose Inveruno come frazione sotto Cuggiono e tale rimase fino alla restaurazione. Sotto la dominazione spagnola Inveruno fu segnato da epidemie di peste, come quella del 1630 causata dai Lanzichenecchi. La comunità, dopo aver superato la tragedia, stabilì la festa di Santa Teresa come patrona del paese. Nel 1859, con l’Unità nazionale, Inveruno fu annesso alla Provincia di Milano. Il primo sindaco dopo l’unificazione fu Giuseppe Camperio.

Inveruno, cosa vedere

Tra le cose da visitare a Inveruno c’è la chiesa parrocchiale di San Martino Vescovo, situata in via Achille Grandi. L’edificio che vediamo oggi è stato in buona parte ricostruito. Dell’antica costruzione, le cui prime pietre vennero posate (si pensa) nell’XI secolo, rimangono il campanile e la cappella maggiore.  Originariamente la chiesa faceva parte della Pieve di Dairago.  Risale all’inizio del ‘600 la costruzione di una cappella dedicata a San Carlo Borromeo, dove venne collocata una tela dipinta da Giulio Cesare Procaccini raffigurante il Santo.

San Carlo Borromeo è raffigurato anche su una tela custodita nella piccola cappella di Maria Santissima Annunciata che si trova alla destra dell’ingresso della Cascina Garagiola.

In via Senatore Marcora si trova la settecentesca Villa Tanzi Mira, sede degli uffici comunali di Inveruno. Residenza della famiglia Bozzacchi in origine, nei primi del Novecento diventò la dimora del sindaco Gaetano Tanzi Mira fino al 1969, quando venne acquistata dal comune che la restaurò, riportando alla luce i bellissimi soffitti decorati. Qui si trova anche un antico torchio a vite in legno e pietra, utilizzato per la pigiatura del vino risalente al 1759.

Inveruno è un comune con una storia ricca e variegata. La sua identità è intrecciata con le vicende della Lombardia e offre un patrimonio culturale e archeologico unico nel contesto della città metropolitana di Milano.

Inveruno - Chiesa di San Martino Vescovo
Inveruno – Chiesa di San Martino Vescovo
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