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Museo Teatrale alla Scala, prezioso scrigno che custodisce una splendida collezione di dipinti legati al mondo dell’Opera lirica e del Teatro, strumenti musicali antichi, cimeli di musicisti e cantanti, bozzetti scenografici e lettere, fa parte di uno dei più celebri teatri al mondo e si trova nel Casino Ricordi in largo Antonio Ghiringhelli.

Il Museo Teatrale alla Scala venne fondato nel 1911 e inaugurato ufficialmente nel 1913. Fu la decisione dell’antiquario Jules Sambon di mettere all’asta la sua prestigiosa collezione nel 1911 a dare l’impulso alla fondazione del museo. Ma fu anche grazie alla rinuncia all’acquisto della collezione da parte di J.P. Morgan, uno degli uomini più ricchi e potenti al mondo che fu possibile la sua realizzazione. Il costo per acquistare l’intera collezione si aggirava intorno alle 450.000 lire, una somma da capogiro in quei tempi. Una parte venne versata dal comune di Milano e l’altra da privati cittadini.

Tra i tanti pezzi degni di nota presenti al Museo Teatrale alla Scala la Spinetta napoletana seicentesca realizzata da Honofrio Guaracino e il pianoforte “gran coda” Steinway appartenuto al conosciuto compositore Franz Liszt. Molto belli poi i pezzi della Commedia dell’Arte come le ceramiche e le porcellane raffiguranti Arlecchino e altre celebri maschere.

Splendida la Sala dell’Esedra con i suoi dipinti di donne della stagione ottocentesca della Scala come Giuditta Pasta, Isabella Colbran o Maria Malibran. Non mancano i compositori Rossini, Bellini, Donizetti e i protagonisti maschili del canto come Nicola Tacchinardi rappresentato nella meravigliosa scultura di Antonio Canova. Troviamo anche il ritratto di Domenico Barbaja di cui vi abbiamo accennato parlando della Barbajada.

Molti poi i ritratti di Giuseppe Verdi che al Teatro alla Scala debuttò con Oberto, conte di San Bonifacio nel 1839 e diede prova della sua grandezza con il Nabucco del 1842. Celebrato ampiamente e meritevolmente dal Museo Teatrale della Scala e, naturalmente, anche dal Teatro nonostante nel 1832 il Conservatorio rifiutò la sua ammissione.

Al secondo piano sono custoditi dei veri e propri tesori: le incisioni su disegni dell’architetto della Scala Giuseppe Piermarini, il modello in terracotta di Giuseppe Franchi per il timpano della facciata ed il primo manifesto del Nabucco datato 1842. Vi è inoltre la Biblioteca con pezzi unici come la Messa in Requiem di Verdi o il Tancredi di Rossini solo per citarne alcuni.

Questo è un pezzo di storia di Milano che, se non l’avete ancora fatto, va assolutamente scoperto.

Fino al 30 settembre 2020 si terrà la mostra Nei Palchi della Scala Storie Milanesi a cura di Pier Luigi Pizzi che racconta l’evoluzione del pubblico del Teatro, dalla sua fondazione fino al dopoguerra, quando ai palchettisti si sostituirono gli abbonati.

Supportati da un imponente database potrete facilmente consultare una mappa di tutti i proprietari e ospiti che si sono accomodati in ciascun palco partendo dal 1778 fino al 1920. La mostra è frutto di un’importante ricerca storica che ha coinvolto il Teatro alla Scala, il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano e la Biblioteca Nazionale Braidense.

Museo Teatrale della Scala
Museo Teatrale della Scala

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