Banco Mediceo: c’era una volta la Milano rinascimentale.

 

Ne abbiamo parlato molto e visitato chiese e palazzi che ne portano l’elegante testimonianza. Oggi aggiungiamo un tassello fondamentale. Firenze e Milano hanno pessimi rapporti da un bel po’ di tempo e per gli affari non è il terreno migliore. L’hanno pensata proprio bene Cosimo de Medici e Francesco Sforza, ricucendo i rapporti tra le due città e dando il via ad un gran bel sodalizio.

Milano inizia una nuova era e con l’amicizia dei Medici si garantisce, tanto per cominciare, l’arrivo del Filarete. Subito al lavoro nel cantiere del nuovo castello, progetta forse anche la controparte fiorentina in città. I medici sono banchieri e a Milano arriva la filiale del Banco Mediceo. Siamo nel 1455.

A Cosimo vengono donati alcuni palazzi in via Bossi per istallare la nuova sede. Ad occuparsi direttamente di tutto incarica il suo direttore di filiale, un certo Pigello Portinari.

In facciata il bugnato, tipico fiorentino, un portale monumentale, bifore ed una ricca decorazione. Una fusione perfetta tra il nuovo stile fiorentino e la tradizione lombarda. Nasce qui, con questo palazzo, il rinascimento lombardo.

Gli interni sono decorati interamente dal Foppa, il migliore in quel momento, mentre l’ architettura fa da esempio ai nuovi palazzi in costruzione, come la Ca’ Granda e Palazzo Fontana. Il palazzo dicevamo è sede del banco mediceo, ma è anche la residenza del Portinari, emanazione di Cosimo a Milano, per cui è semplice conseguenza che lo stesso Pigello incarichi di nuovo Foppa per la decorazione del proprio tempio funebre, in Sant’Eustorgio. La cappella Portinari, appunto, oggi splendidamente conservata.

Banco Mediceo in via dei Bossi

Non si può dire lo stesso del palazzo di via dei Bossi. Oggi al N°4 non resta gran che, ma l’occhio curioso non viene deluso. L’androne conserva parte della decorazione quattrocentesca, così come il cortile interno svela l’antico splendore. Siamo in uno dei punti cardine della vita cittadina e chissà, magari lo stesso Filarete, o il Bramante e perchè no anche Leonardo, attraversavano il maestoso portale che ne dava accesso.

Il palazzo del Banco Mediceo nei secoli subisce naturalmente manomissioni varie, risparmiando il portale almeno fino al 1862, quando i Valtorta, proprietari del palazzo ne decido il completo rifacimento. Il portale viene staccato e venduto ad un mercante d’arte, così come viene strappata una porzione superstite di un affresco del Foppa.

L’affresco “Cicerone fanciullo che legge” vola a Londra nella Wallace Collection, mentre il portale, dopo un acceso dibattito, viene trattenuto in città.

Dov’è oggi? Ai musei del Castello Sforzesco, testimone elegante

banco mediceo
banco mediceo