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Snøhetta, P35, Gioia 20 e P39: ecco qualche parola più semplice

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Piazza della Scala – avete visto tutto?

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Danilo Dagradi
Danilo Dagradi
Abbandonata agli inizi degli anni 2000 una carriera tra numeri e percentuali, riscopro la passione per Milano e la sua storia ma senza pensare che potesse diventare un lavoro. Con la nascita dei primi social network, avvio un'attività incentrata sulla gestione della comunicazione attraverso anche questi strumenti. Attività che svolgo tutt'ora come Social Media Strategist per aziende e professionisti. Con l'avvio del progetto Milano da Vedere prima e Se Parla Milanes in un secondo momento, divido le mie giornate tra la storia di Milano ed i numeri dei social network...

Piazza della Scala. Qui anche stando fermi in un punto qualsiasi possiamo ammirare davvero tantissime cose.

Partiamo dal nome della piazza e volgiamo lo sguardo al nostro teatro. Fissiamo in testa il nome preciso: Teatro Alla Scala. Un’opera unica nel suo genere, sia all’esterno che all’interno, ammirata in tutto il mondo. Inaugurata il 3 agosto 1778 con “L’Europa riconosciuta” composta per l’occasione da Antonio Salieri, prese il nome dalla chiesa di Santa Maria alla Scala demolita per far posto al Nuovo Regio Ducal Teatro alla Scala.

Per dare una idea della grandezza di questo teatro, prendiamo a prestito queste parole: « Esco ora dalla Scala […] È per me il primo teatro del mondo, perché è quello che procura dalla musica i maggiori piaceri […] Quanto all’architettura, è impossibile immaginare nulla di più grande, più solenne e nuovo ». Questo il pensiero di Stendhal.

Continuando a scrutare la piazza, ecco la statua di Leonardo, soprannominata dai milanesi on liter in quatter ovvero un litro in quattro.  In effetti la statua dedicata al genio Da Vinci ricorda un bottiglione di vino con le statue di quattro dei suoi più importanti discepoli (Marco d’Oggiono, Andrea Salaino, Cesare da Sesto e Giovan Antonio Boltraffio)  sembrano 4 bicchierini.

Girandoci ancora, subito dopo aver incrociato con lo sguardo la nostra Galleria, ecco Palazzo Marino, sede del Comune. Opera di Galeazzo Alessi, nasce come palazzo nobiliare per la volontà di  Tommaso Marino; pignorato per via dei suoi debiti finisce nelle mani del banchiere Emilio Omodei, venne in seguito acquistato dallo stato nel 1781, diventando dopo l’Unità d’Italia la sede centrale del Comune. Quello che vediamo oggi è il risultato del restauro finito nel 1892 da parte di Luca Beltrami.

Prima di abbandonare la piazza, gustiamoci il palazzo della Banca Commerciale italiana: la sua costruzione avvenne all’inizio del XX secolo quando si iniziò ad immaginare questa zona come una city: il progetto arrivò nelle mani del già citato Luca Beltrami che proprio grazie alla sua fama incontrò meno ostacoli del previsto nel richiedere la demolizione (ancora una volta) di una chiesa che ostacolava i lavori: parliamo della chiesa di San Giovanni decollato alle Case Rotte. E per passare dal sacro al profano, anche il Caffè Martini, famoso per essere stato il punto di ritrovo dei patrioti milanese (1848) ci abbandona per lasciar spazio alla nuova sede della banca.

Rimaniamo qui ancora un attimo ci sono altre due cose da vedere: prima di tutto aspettiamo che passi un tram proprio davanti al teatro. La scena non può essere persa. Ed in ultimo, andiamo a bere un goccio d’acqua non al bar, ma alla vedovella “mamma” di tutte le altre. La prima di Milano. La trovate proprio davanti all’ingresso di Palazzo Marino.

Teatro Alla Scala
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