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..e così, dopo 84 anni di onorato servizio, hanno deciso di metterti a riposo..

Chissà, sulle tue panche di legno e sul tuo percorso, quanti amori universitari, quanti progetti architettonici, quante cause vinte sono passate…

Ti ho conosciuto bene soltanto da poco: all’inizio eri più che altro un fastidio che non mi faceva dormire, ma poi in qualche modo sei diventato il mio “compagno” nelle calde ed afose notti estive con le finestre aperte e la mia sveglia: ormai sapevo quando saresti passato per l’ultima volta di notte e, al mattino, che dopo il tuo passaggio, dopo di te, di lì a poco, ci sarebbe stata la sveglia..quella vera!

Sei comunque stato una “sicurezza”: tornando a casa tardi dal centro, ero sicuro di trovarti li, quasi mi stessi aspettando prima di partire…

A volte mi incantavo, vicino allo “sportello del manovratore” (rigorosamente senza parlargli) ad osservare, a guardare con quanta cura, rispetto e devozione, quasi “accarezzassero” i tuoi comandi e le tue “manette” come sapendo di avere tra le mani un oggetto prezioso, un pezzo di storia di Milano.

Tanto sei stato riconosciuto, famoso e storico, che sei persino finito sulla copertina di un libro…

Ora vai per la tua ultima corsa, goditi il meritato riposo e sono sicuro che tanti milanesi nostalgici, alla prima occasione, ti “verranno a trovare”: come si va a trovare un parente, un amico, qualcuno a cui si è voluto e si vuole bene.

PAOLO DAMENO

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