venerdì,19 Luglio,2024
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Vernate, il comune col castello visconteo

Vernate è una piccola località situata nella Bassa Lombarda, posizionata a sud di Milano nelle vicinanze di Binasco e al confine con il comune di Casorate Primo.

Questa incantevole area è attraversata dalla roggia Ticinello, un elemento distintivo dell’ambiente che ha una storia che risale al XII secolo, quando fu deviata dalla sponda sinistra del fiume Ticino per proteggere il territorio milanese dalle incursioni degli eserciti imperiali e dai Pavesi.

Nell’XI secolo, il territorio vernatese era una landa semiprimitiva e selvaggia, caratterizzata da boschi, zone paludose, pascoli e risorgive. Questo ambiente naturale forniva una ricchezza di risorse per l’agricoltura, la caccia, la pesca e la raccolta di frutti spontanei, oltre all’allevamento di bestiame.

Durante il periodo medievale, il territorio vernatese subì l’influenza delle popolazioni longobarde, che si insediarono nella zona nel VI secolo. Questa presenza lasciò tracce nei nomi delle persone e nei documenti dell’epoca. Nel XII secolo, molte delle terre nella zona passarono sotto il controllo del monastero di Morimondo, fondato da monaci cistercensi francesi, noti per la loro abilità nell’agricoltura e nella bonifica delle terre incolte.

Durante il periodo feudale, Vernate fu infeudata da Giovanni d’Adda nel 1538 e successivamente passò alla famiglia Ferrari. Nel corso del Regno Lombardo Veneto Vernate andò sotto la giurisdizione di Pavia insieme a Moncucco, Coazzano e Pasturago. Un ventennio più tardi, unificato alle altre tre località, diventò il nuovo centro.

Vernate, a spasso nel tempo

Facciamo quattro passi per il paese e raggiungiamo la chiesa di Sant’Eufemia in Vernate situata in via Leonardo da Vinci. Le origini della chiesa risalgono all’undicesimo secolo, quando era dedicata alla giovane di Calcedonia (Bitinia). Inizialmente, la chiesa era una cappella e rimase tale dal 1605 al 1637, anno in cui fu elevata a parrocchia.

Questa struttura aveva una sola navata, ed era adornata con numerosi dipinti e decorazioni. Un altare centrale presentava un affresco raffigurante il battesimo di Gesù, circondato da immagini di San Gerolamo e Sant’Antonio. Nel diciassettesimo secolo, le pareti furono intonacate, e gli affreschi originali furono cancellati. Attualmente, si possono ancora trovare tracce di questi dipinti solo presso la cascina, che faceva parte dell’edificio e che è stata demolita come parte di un piano di recupero.

Spostandoci a Moncucco e inoltrandoci nelle campagne percorrendo la strada che porta a Pavia, incontriamo il Santuario della Madonna del Mulino. Venne eretta nel Cinquecento a protezione di un’immagine miracolosa della Madonna a cui i fedeli erano molto devoti.

Fu protagonista di una piccola ribellione da parte dei credenti che, senza un apparente motivo, si videro costretti a rinunciare alla preghiera presso l’immagine perché la chiesa venne improvvisamente chiusa. Scrissero una supplica al vescovo di Milano per ottenere la riapertura e il vescovo si impegnò a ridare dignità al luogo sacro. Nell’agosto del 1683 vennero tolti i sigilli e i fedeli poterono inginocchiarsi di nuovo presso l’icona della Vergine.

Nella frazione Coazzano si trova il castello visconteo, residenza di campagna di Bianca di Savoia che lo ricevette in dono dal marito Galeazzo II Visconti. Alla morte della duchessa venne donato alle suore clarisse di Pavia che ne mantennero la proprietà fino al XVIII secolo. Passò poi al Collegio Ghislieri di Pavia e, successivamente, alla contessa Morosini e, per ultima, alla famiglia Mazzoni che intervenì con diversi restauri.

Oggi il castello, adibito a residenza privata, presenta un imponente torrione e finestre trecentesche ad arco acuto. L’edificio ospita anche i resti di una cappella dedicata al Crocifisso, costruita su iniziativa di Bianca di Savoia.

Se siete in zona venite a dare un’occhiata, Vernate è una località ricco di storia.

 

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