La Baggina, Pio Albergo Trivulzio. E’ il 22 maggio del 1910 quando viene inaugurata la nuova sede quella che tutti conosciamo.

Siamo in quella che all’epoca è la periferia della città, sulla strada che conduce a Baggio. La nuova sede viene realizzata su progetto di Luigi Mazzocchi e Carlo Formenti. Dalla vecchia sede di via della Signora, i ricoverati vengono trasferiti qui. Ed essendo proprio sulla strada che conduce a Baggio, la gente inizia a soprannominare questa nuova sede la Baggina.

Baggina: la storia

Vediamo la storia di questo luogo.  Nasce grazie ad Antonio Tolomeo Gallio Trivulzio, un nobile milanese che nelle sue disposizione testamentarie ne ordina la fondazione in quella che era la sua casa, o per meglio dire palazzo, in Contrada della Signora.

Fu Ermenegildo Pini che si occupa dei lavori, ma i suoi intenti sono particolarmente costosi, tanto da spingere gli esecutori testamentari a far svolgere solo i lavori utili e funzionali.

Pio Albergo Trivulzio: 1771

Nel 1771 si apre ed arrivano i primi 100 ospiti e negli anni a seguire anche alla luce dei grossi cambiamenti governativi, molti malati vengono qui trasferiti da ospedali che venivano chiusi. Nel 1786 il Pio Albergo Trivulzio viene unito all’ospedale dei vecchi e poi con L’Opera Pia Sartoria ed il Luogo Pio Pertusati (di Pavia)

Tanti malati richiedono nuovi spazi ed è il Piermarini che si occupa dell’ampliamento acquistando gli edifici lì attorno. Verso la metà del 1800 altri lavori di ampliamento e alla fine del secolo l’impianto di riscaldamento è operativo.

Arriviamo agli inizi del secolo scorso: il palazzo è arrivato al suo massimo, oltre non può andare ed i problemi iniziano ad essere tanti. Si decide di costruire una nuova sede. La zona scelta è quella che porta a Baggio e saranno Carlo Formenti e Luigi Mazzocchi ad occuparsi dei lavori di realizzazione.

L’inaugurazione del nuovo Pio Albergo Trivulzio, la Baggina, avviene il 22 maggio 1910 ed è una struttura moderna ed efficiente.

Il resto è storia diremmo di oggi: la Baggina è su tutti i giornali nel 1992 con tangentopoli e purtroppo torna alla cronaca nel 2020 a causa del coronavirus.

Baggina
Baggina

 

 

 

Danilo Dagradi
Abbandonata agli inizi degli anni 2000 una carriera tra numeri e percentuali, riscopro la passione per Milano e la sua storia ma senza pensare che potesse diventare un lavoro. Con la nascita dei primi social network, avvio un'attività incentrata sulla gestione della comunicazione attraverso anche questi strumenti. Attività che svolgo tutt'ora come Social Media Strategist per aziende e professionisti. Con l'avvio del progetto Milano da Vedere prima e Se Parla Milanes in un secondo momento, divido le mie giornate tra la storia di Milano ed i numeri dei social network...