Cascina Monastero. Ci troviamo a Baggio e davanti a noi abbiamo la sede del Consiglio di Circoscrizione 7, ospitata in quello che in origine è stato prima un monastero e poi una cascina.

 

Il monastero era formato da tre corti chiuse di cui una ad esclusivo uso agricolo costituita da un bel loggiato tuttora esistente. All’interno un giardino, oggi parco pubblico.

L’erezione dell’edificio avvenne grazie a Balzarino Pusterla, genero di Luchino Visconti, che volle la sua costruzione dopo aver visitato l’abbazia di Monte Oliveto Maggiore, nella zona di Siena, ed esserne rimasto colpito a tal punto di desiderare di crearne uno simile a Baggio.

Purtroppo Balzarino Pusterla morì nel 1407, prima di riuscire a vedere l’edificio completato. Sul testamento diede disposizione di usare il suo patrimonio per portare a termine la costruzione con l’impegno, da parte dei monaci, a ricordarlo e a conservare il suo sepolcro nella chiesa.

Nel corso dei secoli l’operosità dei monaci portò tra le mura del monastero importanti calligrafi, intarsiatori, miniaturisti. Anche San Francesco della Ringhiera, monaco olivetano bolognese, letterato, venne ospitato qua. Progressivamente il numero dei sacerdoti diminuì sempre più fino ad arrivare a due sole presenze nel monastero. Nel 1773 il governo austriaco decise di sopprimere l’ordine religioso decretando la chiusura definitiva della struttura che andò all’asta e diventò Cascina Monastero.

L’edificio accolse contadini, artigiani, operai che qui lavorarono fino al 1950 circa. Rischiò di essere abbattuto e grazie all’intervento del comune di Milano, che la acquistò nel 1960, venne ristrutturato negli anni ’80. Recentemente sono stati restaurati alcuni affreschi.

Una curiosità: secondo una leggenda venne creato un passaggio sotterraneo che collegava il monastero a Santa Maria Rossa di Monzoro che fu usato dai partigiani come via di fuga e, qualche secolo prima, percorso da un cavaliere in sella al suo cavallo. Questo cunicolo non è mai stato ritrovato.

Sarà solo una leggenda? A noi piace pensare di no, che è là sotto da qualche parte, in attesa di essere scoperto. Un po’ di mistero aumenta il fascino di Cascina Monastero, non credete?

cascina monastero
cascina monastero