Morimondo. Siamo nel Parco Regionale della Valle del Ticino a una trentina di chilometri da Milano.

 

Il comune deve il suo nome all’abbazia omonima. Vediamo la sua storia. Nel 1134 vengono a stabilirsi qui dodici monaci provenienti da Morimond in Borgogna. Fondano la prima abbazia a Campo Falcherio e la chiamano Santa Maria di Morimondo.

Trasformano il territorio in un’area fertile bonificando la zona e realizzando canali di irrigazione a marcite. Nel 1182 cominciarono i lavori di ampliamento e costruzione del nuovo edificio, quello esistente ancora oggi. I lavori si protrassero a lungo nel tempo e vennero portati a termine nel 1296. Durante il XIV secolo l’abbazia acquisì la maggior parte dei campi circostanti, arrivando a possedere circa 24 km quadrati di terra.

Nel 1450 l’abbazia viene trasformata in commenda del Vescovo di Milano. Quarant’anni più tardi il commendatario Giovanni de’ Medici invia a Morimondo otto monaci dal cenobio cistercense di Settimo Fiorentino per far osservare in maniera stretta la regola di San Bernardo.

Morimondo e l’abbazia imperfetta

Il cardinale milanese Carlo Borromeo, nel 1561, trasforma la commenda in parrocchia e fa trasferire molti possedimenti di Morimondo all’Ospedale Maggiore di Milano. Con l’arrivo di Napoleone il monastero viene soppresso e, nel 1805, l’abbazia viene messa all’asta e venduta. Nel 1982 il Comune lo ha acquistato e si è occupato del restauro.

La chiesa presenta un’architettura monastica, è essenziale, priva di fronzoli. Guardando la facciata notiamo alcune strane asimmetrie, quasi inaspettate, come per esempio le bifore e i rosoni non in linea. Sono “errori” voluti perché, secondo i monaci cistercensi, la perfezione appartiene solo a Dio. All’interno della chiesa si trova un coro ligneo situato dietro l’altare maggiore che presenta delle incisioni a ferro rovente con delle tarsie certosine. Vi è poi l’affresco della Madonna col Bambino e San Giovannino tra i santi Benedetto e Bernardo risalenti al 1515 della scuola del Luini.

Nel Parco del Ticino è molto bella la Cascina Fiorentina del XV secolo che conserva ancora il mulino e il forno di un tempo. Assolutamente da vedere…prima o poi..



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