Vaprio d’Adda. Siamo a metà strada tra Milano e Bergamo proprio sul confine delle due province.

 

Ai tempi dei romani da queste parti passava la via Gallica. Il suo nome, secondo un’antica leggenda, deriva da Aper ossia cinghiale, perché il territorio era infestato da un elevato numero di cinghiali.

In epoca longobarda il territorio entra a far parte dei possedimenti dell’abbazia di San Colombano che, intorno al 620, ridà vita a un antico castrum trasformandolo in un monastero rurale.

Nel Medioevo Vaprio, per la sua posizione, fa parte della linea difensiva dell’Adda costituita dai castelli di Trezzo, Brivio e Cassano. Il castello di Vaprio diventa un baluardo della famiglia Torriani e, più avanti, presidio militare, usato da Francesco Sforza contro la Repubblica di Venezia. Del castello oggi non c’è più traccia.

Il consigliere ducale degli Sforza, Giovanni Melzi, si stabilisce a Villa Melzi. Tra il 1506 e il 1513 vi soggiorna anche Leonardo Da Vinci che conduce alcuni studi sulla canalizzazione delle acque.

Sotto il dominio spagnolo inizia un periodo di grandi carestie e pestilenze. Fu solo con il dominio austriaco che Vaprio d’Adda conobbe un’epoca di crescita economica e culturale. Nel 1763 Maria Teresa d’Austria sceglie Vaprio come residenza di caccia del governatore della Lombardia Francesco III d’Este.

Nel periodo Napoleonico qui si combattono le truppe italo-francesi contro quelle austro-russe nella battaglia dell’Adda. Dopo la nascita del Regno Lombardo-Veneto nel 1815 nel territorio vapriese sorgono stabilimenti tessili e filande.

Nel corso del 1900 si sono susseguite lotte operaie, occupazioni delle fabbriche, fascismo e i due conflitti mondiali dove molti vapriesi persero la vita.

Andiamo ora in perlustrazione per Vaprio a scoprire cosa c’è di interessante da vedere. Sicuramente l’antica Chiesa di San Colombano del XII secolo dove i bassorilievi, i capitelli e le figure zoomorfe evidenziano lo stile romanico. Ma anche la chiesa parrocchiale dedicata a San Nicolò Vescovo dove si trovano alcuni affreschi di Natale Riva, allievo di Hayez.

Naturalmente poi ci sono le splendide Villa Melzi e Villa Castelbarco. Infine la Casa del Custode delle acque del 1582. Un tempo era la stazione di sosta per i viaggiatori che dovevano prendere i barconi che viaggiavano sul Naviglio della Martesana oppure quelli che percorrevano il fiume Adda.

Il custode era colui che regolava il flusso delle acque. Qui, se volete, potete visitare anche la Galleria Interattiva Leonardo in Adda situata nei locali seminterrati risalenti al ‘500.

Vaprio d'Adda
Vaprio d’Adda