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Linterno, non solo una cascina. Ci troviamo in via Fratelli Zoia davanti a uno dei luoghi più antichi e meglio conservati della parte esterna dei bastioni di Milano. Queste mura raccontano nove secoli di storia.

Le prime tracce della sua esistenza provengono da una pergamena della Canonica di Sant’ Ambrogio, la ‘Carta Investiture’ del 1154 dove, in un atto notarile, viene citata come ‘Infernum’, nome che la identificherà sino alla fine del ‘500.

Il nome ‘Infernum’ deriva presumibilmente dall’idioma alto germanico dei Longobardi ‘In fernem Land’ (In paese lontano). Ai suoi albori, ‘Infernum/Linterno’ fu una grangia, azienda agricola e ostello di pellegrini diretti in Terrasanta, gestita da una comunità monastica associata verosimilmente alla Commenda di Santa Maria del Tempio. Da una fonte testimoniale del 1207, è presumibile fossero gli stessi fratres dell’hospitale ‘Sancti Jacobi Zebedei ad Ristocchanum’ (San Giacomo al Ristocano) da cui dipendeva e che viene citato in una bolla del 1148 di papa Eugenio III.

Una lettera autografa e incunaboli attestano che la cascina sia stata la dimora agreste di Francesco Petrarca tra il 1353 e il 1361. Il poeta fu invitato a Milano da Giovanni Visconti, Signore ed Arcivescovo della città. Nel 1353 venne ospitato presso la Basilica di Sant’Ambrogio ma il Petrarca sentiva il bisogno di pace, di solitudine e silenzio. Desiderava stabilirsi in un luogo tranquillo e immerso nella natura.

Dopo un breve soggiorno presso San Simpliciano si trasferisce alla ‘Villa Infernum’ ricca di fontanili e boschi. Nei due secoli successivi vengono eseguiti lavori di ampliamento con la costruzione delle stalle e dei porticati. Qui, a ‘Infernum/Linterno’, si fermavano coloro che transitavano dalla Strada Vercellese, l’attuale via Novara, diretti in Piemonte e Francia. All’Osteria del Petrarca sostavano per rifocillarsi e abbeverare i cavalli. C’era un gran movimento. Da quella strada passavano diversi convogli commerciali e militari.

Col passare del tempo vennero ad aggiungersi alcune costruzioni che trasformarono ‘Infernum/Linterno’ in un borgo agricolo. Il gruppo culturale del CSA Petrarca ha individuato all’Archivio Diocesano, l’atto del 1582 che attesta l’oratorio di ‘Infernum/Linterno’ in una visita pastorale; in precedenza aveva scoperto la scheda ecclesiastica del 1900 che certifica questo oratorio come luogo di antica devozione con un’indulgenza nella festa di Santa Maria Assunta ed ottava. Lo storico Giuseppe Fracassetti afferma che il Petrarca ottenne da Papa Innocenzo VI l’indulgenza per l’oratorio, la cui festa cade il 15 agosto. La sua canzone ‘Vergine bella, che di sol vestita’ è un inno a Maria, madre di Cristo, alla quale è dedicato l’oratorio.

Nel 1926 viene a stabilirsi nei dintorni della cascina don Giuseppe Gervasini, chiamato il ‘Pret de Ratanà’. Egli era considerato un prete-guaritore. Aveva una grande conoscenza delle erbe medicinali e con queste curava persone e animali.

Nel 2010 il complesso di Cascina Linterno è stato acquistato dal Comune di Milano, beneficiando di un progetto di recupero non finalizzato al restauro, finanziato da uno scomputo urbanistico e realizzato dal Politecnico di Milano. Al suo interno operano due associazioni: l’Associazione Amici Cascina Linterno (se volete contattarli, questo è il loro numero: 334 7381384) che dal 1994 si batte per la sua salvezza e il CSA Petrarca Onlus, concessionaria del nucleo storico, che ha salvato le memorie archeologiche della dimora petrarchesca, destinate alla distruzione e tuttora bisognose di restauro (telefono: 339 4448574).

CSA Petrarca Onlus nasce dal gruppo culturale fondatore delle iniziative per salvare e far rinascere (Vincolo monumentale, DM 9/3/99) Villa Linterno, che per molti anni coinvolsero cittadini, scuole e intellettuali. Quel nucleo fondatore sentì l’obbligo morale di costituirsi nel 2012 in un’associazione determinata a non disperdere la memoria petrarchesca e le fonti archeologiche del nucleo storico più fragile e prezioso: Casa Petrarca.

La grande novità da comunicare alla cittadinanza sono le imprese araldiche viscontee salvate dalla distruzione nell’unica dimora petrarchesca originale sopravvissuta a Milano. L’ambiente è permeato dell’Umanesimo del Poeta. Esemplare è la ‘Radia magna’ (in volgare Razza o Raza), il sole raggiante visibile sulla vetrata absidale del Duomo ed emblema dei Visconti. La ‘Razza’ e altre imprese viscontee: il ‘Sole nascente’, la ‘Colombina’, la corona viscontea, emergono nitide a Casa Petrarca con altre decorazioni medievali dipinte affrescate.

Oggi, grazie al progetto AgriCultura la struttura ha saputo porre l’accento sul suo valore storico, culturale, umano, ambientale, religioso ed agricolo. Dal 2016 l’area esterna viene utilizzata per iniziative pubbliche.

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