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Campanile della Santissima Trinità, da solo in mezzo ad un cortile

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Danilo Dagradi
Danilo Dagradi
Abbandonata agli inizi degli anni 2000 una carriera tra numeri e percentuali, riscopro la passione per Milano e la sua storia ma senza pensare che potesse diventare un lavoro. Con la nascita dei primi social network, avvio un'attività incentrata sulla gestione della comunicazione attraverso anche questi strumenti. Attività che svolgo tutt'ora come Social Media Strategist per aziende e professionisti. Con l'avvio del progetto Milano da Vedere prima e Se Parla Milanes in un secondo momento, divido le mie giornate tra la storia di Milano ed i numeri dei social network...

Il campanile della Santissima Trinità. C’era una volta una città che non c’è più. Oggi a parlarne resta solo un campanile, isolato in un cortile moderno. Peccato che il padrone di casa sia lui, qui da un migliaio di anni da quando cioè viene fondata la chiesa della SS. Trinità.

Non fatevi ingannare dai palazzoni odierni, qui si era lontani dalla città, in piena campagna, tanto che nella memoria rimane anche il nome del borgo, intitolato agli ortolani. La chiesa viene amministrata per secoli dai monaci degli Umiliati prima di finire distrutta da un incendio e ricostruita più grande nel XIX secolo, tranne il campanile, unico superstite del disastro.

Peccato però che il disastro peggiore arriva solo nel 1968, l’anno che impone il sacrifico della chiesa millenaria in nome dell’edilizia. Alcuni privati intervengono comprando il secolare campanile e salvando così lui e la memoria di un intero quartiere. Dopo aver scandito per secoli le ore e le giornate dei milanesi, oggi svetta nei cortili moderni di una città nuova, nel borgo degli ortolani.

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