Milano, ottobre 2026 – L’intelligenza artificiale è già entrata nel lavoro quotidiano di molti coach italiani, soprattutto nella preparazione delle sessioni e nella sintesi degli appunti. La Professional Coaching School di Marina Osnaghi affronta questo passaggio partendo dalla formazione del coach.
Il punto di partenza sono le linee guida dell’International Coaching Federation (ICF) e la Ricerca AI&Coaching 2025 di ICF Italia. L’obiettivo è dare al coach le competenze per decidere cosa affidare a uno strumento e cosa tenere per sé, nel rispetto del cliente.
Come si usa l’intelligenza artificiale nel coaching?
Nel coaching l’AI lavora soprattutto prima e dopo la sessione: aiuta a preparare l’incontro e a riordinare gli appunti. La relazione con il cliente resta compito del coach.
La Ricerca AI&Coaching 2025 di ICF Italia ha coinvolto 197 coach con un campione autoselezionato: è uno studio descrittivo ed esplorativo, che fotografa l’esistente senza stabilire rapporti di causa ed effetto. Tra chi usa l’AI in modo intensivo prevalgono i coach con più esperienza, un dato che smentisce l’idea di una tecnologia riservata ai più giovani.
La ricerca propone anche il profilo del “Coaching Abilitato-AI”, costruito a posteriori dai ricercatori: è una chiave di lettura dei dati, non una variabile misurata direttamente.
Cosa dicono le linee guida ICF sull’uso dell’AI nel coaching?
Le indicazioni ICF chiedono che l’AI resti uno strumento al servizio della relazione di coaching, con il coach responsabile delle scelte. Il riferimento internazionale è l’ICF Artificial Intelligence Coaching Framework and Standards, che collega l’uso di queste tecnologie al Codice Etico e alle competenze chiave ICF.
Due temi tornano più spesso: la trasparenza verso il cliente su come e quando si usa uno strumento di AI, e la tutela dei dati personali condivisi in sessione. Per un coach significa conoscere gli strumenti abbastanza da saperne spiegare limiti e rischi.
La Ricerca 2025 di ICF Italia porta questi principi nel contesto italiano con dati su come i coach usano oggi l’AI e su quanto si sentono competenti nel farlo.
Come diventare coach professionista con un percorso ICF?
La strada più solida passa da una formazione accreditata ICF. La Professional Coaching School di Marina Osnaghi organizza tre edizioni l’anno del Master in Coaching, articolato in tre livelli online approvati da ICF Global:
- Level 1: per chi parte da zero, con un percorso da 70 ore che permette di richiedere la credenziale ACC (Associate Certified Coach), oppure una versione da 30 ore pensata per i manager.
- Level 2: porta fino alla credenziale PCC (Professional Certified Coach); chi arriva da un’altra scuola accede dopo un colloquio preliminare.
- Level 3: per coach già certificati PCC che puntano alla credenziale MCC (Master Certified Coach), il livello più alto di ICF.
Con l’AI questa base pesa ancora di più. Le competenze chiave e il Codice Etico ICF sono il criterio con cui il coach decide quando uno strumento aiuta il cliente e quando interferisce con la relazione.
“In oltre trent’anni di coaching ho visto arrivare molti strumenti. L’AI è il più potente e proprio per questo chiede coach formati sul serio, con le competenze ICF ben salde. Lo strumento si impara in fretta, il mestiere richiede tempo.”
Del rapporto tra coaching e AI si parlerà anche al Get Together Day – Il Festival del Coaching, online il 7 novembre dalle 10:00 alle 13:00: una mattinata dedicata allo stato dell’arte del coaching, AI compresa.
Il coach deve dire al cliente che usa l’intelligenza artificiale?
Sì. In Italia l’articolo 13 della Legge 132/2025, in vigore dal 10 ottobre 2025, introduce per le professioni intellettuali, comprese quelle non regolamentate come il coaching, l’obbligo di informare il cliente sui sistemi di AI utilizzati.
A livello europeo, il Regolamento UE 2026/1744 del 27 luglio 2026 ha rivisto l’obbligo di alfabetizzazione sull’AI previsto dall’articolo 4 dell’AI Act: oggi chiede di adottare misure di formazione adeguate, più che di garantire un risultato. Per chi fa coaching, formarsi sull’AI diventa parte della professione.
Riferimenti normativi aggiornati a ottobre 2026. Prima di un uso operativo si consiglia una verifica con un legale.
Chi è Marina Osnaghi?
Marina Osnaghi è la prima Master Certified Coach italiana, il livello più alto di accreditamento ICF Global, e lavora come business coach dal 1990. È l’ideatrice del Metodo Osnaghi e ha fondato la Professional Coaching School, con sedi operative a Milano (via Spallanzani 16) e Roma (viale Somalia 81). La scuola è certificata ISO 9001:2015 e UNI 11601:2015. Corsi e appuntamenti su marinaosnaghi.com.
Contatti Professional Coaching School by Marina Osnaghi – Coaching & Coaching s.r.l. · contatti@marinaosnaghi.com · +39 02 36693747

