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Art Bonus, proposta di estensione a musei, chiese e festival: cosa prevede il ddl

Sostenere un museo, contribuire al restauro di una chiesa o aiutare un festival culturale: il disegno di legge presentato al Senato da Massimo Garavaglia, della Lega, propone di ampliare i destinatari delle donazioni agevolate dall’Art Bonus. Il testo, comunicato alla Presidenza il 15 settembre 2026, interviene anche sulle detrazioni per la conservazione degli immobili vincolati.

La notizia, riportata da AgCult il 5 ottobre, riguarda una proposta legislativa: le nuove agevolazioni non sono ancora in vigore. Il provvedimento dovrà completare l’iter parlamentare e il suo contenuto potrà cambiare.

Per Milano, dove musei, biblioteche, archivi e luoghi di culto fanno parte della vita culturale della città, è un tema da seguire. L’eventuale ampliamento potrebbe coinvolgere ulteriori realtà, purché rientrino nelle categorie e nelle condizioni previste dalla legge che sarà approvata.

Art Bonus: quali nuovi beneficiari prevede la proposta

Il disegno di legge punta ad ampliare il credito d’imposta per le erogazioni liberali in denaro. Tra i nuovi destinatari figurano gli istituti e i luoghi della cultura, pubblici o privati, appartenenti al Sistema museale nazionale.

Sono inoltre previsti gli enti del Terzo settore iscritti al Registro unico nazionale del Terzo settore, il RUNTS, che svolgono prevalentemente attività di conservazione, restauro e gestione di edifici, ville, parchi o giardini dichiarati di particolare interesse artistico, archeologico o storico e aperti al pubblico.

L’appartenenza a queste categorie è un elemento essenziale della proposta: l’ampliamento non va quindi interpretato come un accesso automatico per qualsiasi museo o associazione.

Chiese, monasteri, biblioteche e archivi

Un’altra parte del testo riguarda gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti e le fabbricerie. Il beneficio verrebbe esteso alle donazioni destinate alla conservazione, alla manutenzione e al restauro di chiese, monasteri e luoghi di culto di particolare interesse storico o artistico, oltre che di biblioteche, archivi e musei di rilevante interesse culturale.

Entrerebbero nella platea anche le istituzioni culturali disciplinate dalla legge 534 del 1996.

È un passaggio che tocca un patrimonio spesso conosciuto attraverso le visite, ma che richiede un lavoro continuo di cura. Dietro l’apertura di una biblioteca storica o la conservazione di una chiesa ci sono interventi, competenze e risorse.

L’estensione ai festival culturali

Il ddl include anche gli enti con personalità giuridica di diritto pubblico o privato che organizzano manifestazioni e festival culturali di particolare importanza nazionale o internazionale. In questo caso l’agevolazione sarebbe limitata all’organizzazione delle iniziative.

Il riconoscimento delle manifestazioni ammesse dipenderebbe da criteri e modalità da definire con un decreto del ministro della Cultura, previsto entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge.

La proposta comprende inoltre i comitati e le edizioni nazionali istituiti ai sensi della legge 420 del 1997.

Quando partirebbe l’ampliamento dell’Art Bonus

Il testo indica come decorrenza il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2026. Per chi ha un periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, il riferimento è quindi il 2027, subordinatamente all’approvazione e all’entrata in vigore della legge.

Per l’estensione viene previsto un limite massimo complessivo di:

  • 10 milioni di euro per le erogazioni effettuate nel 2027;
  • 20 milioni di euro per quelle del 2028;
  • 30 milioni di euro annui dal 2029.

Si tratta di tetti complessivi della misura, non di somme assegnate a ciascun beneficiario.

Per i soggetti titolari di reddito d’impresa con fatturato annuo non superiore a 10 milioni di euro, il ddl propone inoltre di portare il limite di fruibilità dell’Art Bonus all’1% dei ricavi annui, rispetto al limite generale del 5 per mille.

Immobili vincolati: la proposta sulle detrazioni

Il provvedimento affronta anche le spese di manutenzione, protezione e restauro sostenute dai soggetti obbligati alla conservazione dei beni vincolati. Secondo la relazione richiamata da AgCult, l’obiettivo è rimuovere i limiti reddituali che hanno ridotto la possibilità di usufruire della detrazione.

La relazione riporta circa 35.700 immobili vincolati su 79 milioni di immobili censiti, pari a circa lo 0,045% del patrimonio immobiliare nazionale. Indica inoltre costi di manutenzione e restauro superiori del 30–50% rispetto agli immobili non vincolati.

Sempre secondo i dati citati nella relazione, il settore avrebbe attivato oltre 2 miliardi di euro di investimenti nel triennio 2022–2024. Nel 2024 gli edifici storici privati avrebbero accolto oltre 35 milioni di visitatori, di cui più di 2 milioni nelle dimore dei comuni con meno di 5.000 abitanti.

Numeri che aiutano a comprendere quanto la conservazione del patrimonio storico coinvolga anche luoghi lontani dai grandi circuiti turistici.

Le risorse indicate nel disegno di legge

Gli oneri stimati per l’ampliamento dell’Art Bonus sono pari a 3,33 milioni di euro nel 2028, 10 milioni nel 2029, 20 milioni nel 2030, 26,67 milioni nel 2031 e 30 milioni annui dal 2032.

Per le modifiche alle detrazioni relative agli immobili vincolati, il testo indica invece 5,1 milioni di euro annui dal 2028.

Queste stime di onere sono distinte dai tetti previsti per le erogazioni: riguardano l’impatto finanziario delle misure.

Perché la proposta interessa anche Milano

Raccontare Milano significa anche guardare al lavoro che permette di conservarne il patrimonio e renderlo accessibile. Musei, archivi, biblioteche e luoghi di culto custodiscono una parte della storia cittadina; le manifestazioni culturali contribuiscono a farla conoscere e vivere.

Sono luoghi che visitiamo, fotografiamo e raccontiamo, ma la cui continuità dipende anche dalla disponibilità di risorse per la manutenzione, il restauro e le attività culturali.

La proposta riguarda dunque anche il rapporto tra chi tutela questo patrimonio e chi desidera sostenerlo. Per capire quali realtà milanesi potranno eventualmente beneficiarne, serviranno il testo definitivo e, dove previsti, i criteri attuativi.

Per ora si tratta di un disegno di legge: l’estensione dell’Art Bonus dovrà essere valutata alla luce dell’esito dell’iter parlamentare.

Fonte: AgCult, notiziario del 5 ottobre 2026, ore 9.29, sulla proposta di Massimo Garavaglia in materia di sostegno alla cultura e tutela del patrimonio culturale e artistico nazionale.

Danilo Dagradi
Danilo Dagradihttps://www.danilodagradi.it
Danilo racconta Milano da oltre dieci anni attraverso articoli, podcast e video che ne svelano l’anima più autentica.
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