Un nome in ogni quartiere: murales di arte pubblica partecipata

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Riparte il progetto “Un nome in ogni quartiere” di Milano Arte Pubblica e YesMilano, grazie al sostegno della Fondazione di Comunità Milano e della Fondazione Claudio De Albertis. L’iniziativa prevede l’esecuzione di murales partecipati nelle varie zone di Milano, coinvolgendo la comunità locale nella realizzazione di opere che diventeranno un punto di riferimento per il quartiere.

“Un nome in ogni quartiere” ha già portato alla creazione di diversi muri in diversi quartieri della città, tra cui Bovisa, Portello, Lorenteggio, Città Studi, Baggio, Quarto Oggiaro, Porta Romana, Gallaratese, Corvetto, Stadera, via Padova e Gorla.

Nel 2023 si riparte con il murale “Maggiolina” realizzato dall’artista Ufocinque (Matteo Capobianco), che con la co-curatela di Bepart e Milano Arte Pubblica ha costruito la mappa del quartiere tra il reale e l’immaginario, frutto della collaborazione con due classi della scuola di infanzia “Ragusa”.

I bambini e le bambine hanno disegnato insieme all’artista, raccontando come vedono il quartiere e cosa vorrebbero di nuovo; l’artista ha poi estratto i disegni e li ha riportati nella reale mappa di Maggiolina. Il risultato è la Maggiolina vista attraverso gli occhi di questi bambini e bambine, un mix fra luoghi ed edifici immaginari e altri riprodotti realisticamente dalla mano dell’artista, si riconoscono infatti gli iconici “igloo” del villaggio dei giornalisti, Villa Mirabello e altre architetture storiche.

Un nome in ogni quartiere, la Maggiolina e Ufocinque

Matteo Capobianco, in arte Ufocinque, nasce a Novara nel 1981. Torinese d’adozione, è attivo nella scena street art italiana sin dagli anni degli studi di Disegno Industriale al Politecnico di Milano, e oggi è un artista affermato sulla scena europea. La sua ricerca è ispirata anche dal teatro, settore culturale in cui opera da anni unendo il metodo del design e della scenografia classica e realizzando installazioni artistiche di forte impatto scenico attraverso la tecnica del paper cut.

A livello visivo lavora con lo spazio, gli oggetti le sensazioni e la memoria, per creare nuove visioni dal profondo senso onirico e che conducono in un passato nascosto, ma non dimenticato. I disegni e i muri che realizza sono un grande tributo all’incisione medioevale, disseminati di simboli e iconografie che invitano alla riflessione. Davanti alle sue opere il fruitore diventa spettatore.

Il progetto “Un nome in ogni quartiere” continuerà sino a giugno 2024 con decine di altre esperienze innovative di arte pubblica partecipata, coinvolgendo quartieri centrali e meno centrali di Milano.

I lavori per il prossimo murale di Un nome in ogni quartiere sono in corso a Dergano, dove i ragazzi del CAG locale hanno intervistato più di 50 abitanti del quartiere per raccogliere storie e memorie: alla fine di maggio vedremo la realizzazione di Lisa Gelli.

 

 

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