fbpx
32 C
Milan
venerdì 18 Settembre

Snøhetta, P35, Gioia 20 e P39: ecco qualche parola più semplice

Snøhetta, un nome che onestamente non so pronunciare. Ma la mia ignoranza non interessa in questa sede: questo è il nome dello studio di...

Caradosso: una via, un orafo. Uno pseudonimo conosciuto

Più letti

Snøhetta, P35, Gioia 20 e P39: ecco qualche parola più semplice

Snøhetta, un nome che onestamente non so pronunciare. Ma la mia ignoranza non interessa in questa sede: questo è...

Sant’Agnese, la giovane con l’agnello in braccio

Sant’Agnese, via poco distante dall’Università Cattolica di Milano e dalla Basilica di Sant’Ambrogio, è stata una santa romana martirizzata...

Da Milano in autobus: consigli per una gita fuori porta

Da Milano in autobus: consigli per una gita fuori porta Milano rappresenta la capitale economica del nostro Paese ed è...
Danilo Dagradi
Danilo Dagradi
Abbandonata agli inizi degli anni 2000 una carriera tra numeri e percentuali, riscopro la passione per Milano e la sua storia ma senza pensare che potesse diventare un lavoro. Con la nascita dei primi social network, avvio un'attività incentrata sulla gestione della comunicazione attraverso anche questi strumenti. Attività che svolgo tutt'ora come Social Media Strategist per aziende e professionisti. Con l'avvio del progetto Milano da Vedere prima e Se Parla Milanes in un secondo momento, divido le mie giornate tra la storia di Milano ed i numeri dei social network...

Via Caradosso: siamo tra corso Magenta e piazza Virgilio. Santa Maria delle Grazie è qui vicino.

Come abbiamo già visto in altre circostanze ed in altre vie, Caradosso altro non è che uno pseudonimo. In questo caso il vero nome è Cristoforo di Giovanni Matteo Foppa, uno scultore, orafo e medaglista.

Vissuto dal 1452 al 1527, Caradosso dopo aver lasciato Roma si trasferisce qui a Milano nel 1480 per lavorare alla corte degli Sforza: assunse il ruolo di consulente per la Veneranda Fabbrica del Duomo e tra le sue opere, alcune delle quali si possono ammirare al Castello Sforzesco, famoso un vaso creato con cinquanta pezzi di cristallo intagliato ed un calamaio con bassorilievi a sfondo mitologico. In entrambi i casi erano richieste di Isabella d’Este.

Tornato a Roma, Caradosso lavorò per il Papa ed ebbe modo di conoscere Benvenuto Cellini che lo definì il miglior medaglista dell’epoca.

Tante le opere realizzate: tra le medaglie, tutte realizzate con grande cura e tecnica, da ricordare quella realizzata con il ritratto a mezzo busto nudo di Donato Bramante.

caradosso
caradosso

 

Leggi anche qui

Salone della cultura torna a Milano

Il Salone della cultura torna a Milano il 18 e 19 gennaio. Un appuntamento da non perdere che vedrà...

Sant’Agnese, la giovane con l’agnello in braccio

Sant’Agnese, via poco distante dall’Università Cattolica di Milano e dalla Basilica di Sant’Ambrogio, è stata una santa romana martirizzata all’età di 12 anni durante...

Da Milano in autobus: consigli per una gita fuori porta

Da Milano in autobus: consigli per una gita fuori porta Milano rappresenta la capitale economica del nostro Paese ed è considerata la città della moda...