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venerdì 7 Maggio

Edoardo Scarpellini: faccio sognare i milanesi

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Elisabetta Piselli
Elisabetta Piselli
Amo da sempre le parole, mi piace sceglierle, dosarle e scriverle. Mi occupo di Digital Pr e Ufficio Stampa. Scrivo da anni sul blog di Milano da Vedere, dove amo raccontare le emozioni che mi trasmette la città. Scrivo anche su Mi-Tomorrow. Organizzo, per Milano da Vedere, l'evento Se Parla Milanes, che ogni anno diventa più grande e più bello...

La cosa che ha lascia più perplessi di Edoardo Scarpellini, è l’età: trent’anni.

Appena finito il liceo, quando guardando un po’ cosa accade all’estero, si inventa la Milano Card, una carta di servizi turistici che consente a chi l’acquista di avere sconti negli ingressi di musei e ristoranti e di usare i mezzi gratuitamente. Siamo nel 2010, l’idea funziona e c’è ancora l’Expo Milano 2015 che deve arrivare.

Edoardo Scarpellini non si fa trovare impreparato, ed oltre alla card, si organizza per diventare rivenditore dei biglietti per l’Esposizione Universale. La sua società sarà tra i maggiori rivenditori.

L’esperienza maturata lo porta a pensare di iniziare a lavorare nella gestione di luoghi turistici. È sempre il 2015 quando apre al pubblico Highline Galleria, un percorso sopra i tetti della Galleria Vittorio Emanuele, nato da un’idea di Alessandro Rosso. Milanesi e turisti scoprono Milano vista dall’alto. Negli anni successivi prenderà in gestione La Cripta di San Sepolcro, il Foro Romano e l’Archivio della Cà Granda.

Capisce che è utile unire contenuti esperienziali per mantenere alto l’interesse di un luogo: così facendo le persone tornano. Da Bill Viola a Marina Abramovic, Edoardo Scarpellini inizia ad appassionarsi ai contenuti e a pensare oltre Milano. Oggi esporta le sue produzioni in altre città italiane.

Il suo sognare ha un piglio imprenditoriale e lucido che lo porta a creare sogni per gli altri.

La sua idea di turismo è sempre innovativa e oggi Milano gli va un po’ stretta. Negli ultimi anni gli era chiaro che la bolla della Milano dove tutto accade era più fragile di quanto sembrasse, più teorica che pratica.

Manca lo scambio tra chi realizza e un po’ di umiltà. Milano oggi forse dovrebbe prendere atto che essere una città che guarda avanti, non significa non poter mettere in atto qual che accade normalmente nelle città così dette minori: la collaborazione vera e produttiva tra gli operatori, tra le istituzioni, tra le associazioni.

Si potrebbe dire che il suo sogno oggi sarebbe quello di vedere Milano fare un passo indietro.

Per guardare meglio dove vuole andare.

edoardo scarpellini
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