Bagni Diana, a porta Venezia la prima piscina pubblica
Bagni Diana, la prima piscina pubblica italiana

Bagni Diana: la prima piscina pubblica italiana. Milano ne fa un suo orgoglio il 9 luglio del 1842, inaugurando questo spazio in Porta Venezia su progetto di Piazzala, già matita felice della Galleria De Cristoforis (quella originale). Lunga 100 metri profonda fino a 3, aveva anche due trampolini installati sul pronao dell’edificio d’ingresso. Non a caso, ma in modo che i tuffatori apparissero come statue della balconata, in perfetto asse con le colonne sottostanti. Finezze scenografiche d’altri tempi. A tutto questo si aggiungono ovviamente i camerini, i caffè ed il tiro a segno. Non contenti? Beh, se non vi basta aggiungiamo il parco di faggi, castani e salici che la circondava. In poche parole un’oasi cittadina dedita allo svago ed alla miglior mondanità. Piscina pubblica si, ma si pagava salato l’ingresso, per cui la clientela era quasi esclusivamente di un certo tipo e maschile, le donne vengono ammesse solo più avanti, nel 1886, limitatamente al mattino, 9-12 in modo tale da evitare promiscuità. Ai Bagni di Diana prende sede la Nettuno, società di nuoto fondata nel 1898, che qui promuove sport come ovviamente il nuoto sia maschile che femminile, ma anche tuffi e pallanuoto. Un circolo zeppo di novità. Nel 1900 il primo campionato italiano di tuffi e nel 1905 le prime partite di pallanuoto. Svago e addirittura prevenzione, quando nel 1901 arriva al Diana la Life Saving Society, che illustra le migliori tecniche di salvataggio in acqua. Quell’acqua figlia della vocazione cittadina, alimentata direttamente dalla Roggia Gerenzana, una figlioccia del naviglio Martesana. Nel 1908 ne prende il posto il Kursaal Diana, spazio polifunzionale diviso tra albergo, eventi e teatro. La gloriosa piscina sparisce lasciando spazio ad un piccolo parco interno con pista di pattinaggio. Rinnovato nel 1922 e nel 1998 lo conosciamo come Majestic Diana. Nel nome, una briciola di storia.