Palazzo Visconti di Modrone in via Cino del Duca

Palazzo Visconti di Modrone

Palazzo Visconti di Modrone, è un palazzo storico situato nel centro di Milano, in via Cino del Duca n. 8. Edificato nel ‘600 per volere del conte spagnolo Carlo Bolagnos, nel ‘700 il palazzo era già celebre nell’ambiente milanese, per lo stile ben più ricco ed esuberante rispetto alle consuete abitazioni milanesi, che tendevano a decorare più fastosamente gli interni piuttosto che gli esterni.

Alla morte del conte Bolagnos, il palazzo passa sotto la proprietà dell’Ospedale Maggiore di Milano, che provvederà, nel 1759, a venderlo tramite asta al marchese Giuseppe Viani, il quale ingrandirà ed abbellirà il palazzo, acquistando ed inglobando i palazzi vicini, trasformazione che durerà fino almeno al 1770. Nel 1833 l’immobile, viene acquistato da Carlo Finelli per la somma di 360000 lire milanesi, per poi essere ceduto alla famiglia patrizia dei Visconti di Modrone pochi anni dopo, per la cifra molto più alta di 750000 lire milanesi, i quali abbelliscono la casa con gli stemmi viscontei che ancora oggi decorano l’abitazione.

Palazzo Visconti in via Cino del Duca
Palazzo Visconti in via Cino del Duca

Nel 1908 è il Duca Giuseppe Visconti, imprenditore, filantropo, commediografo, personaggio fondamentale per la storia architettonica e artistica del Palazzo, a decidere di fare dell’edificio la residenza della famiglia, riportandolo così all’antica dignità di “casa da nobile”. Giuseppe Visconti, sposato con Carla Erba, figlia del primo grande industriale farmaceutico italiano da cui ebbe sette figli, tra cui il regista Luchino, affidò all’architetto Alfredo Campanini un programma di ristrutturazione a partire dal 1908: venne ampliato l’androne al piano terra, valorizzando il cortile a colonne, venne arricchito lo scalone con marmi policromi e balaustre con lo stemma dei Visconti, alle sale al piano nobile venne dato un taglio da appartamento da parata, con nuovi pavimenti di marmo, fregi con vedute architettoniche, cartigli e medaglioni e soffitti lignei, il tutto rileggendo il barocchetto settecentesco lombardo alla luce del Liberty, di cui la città era ricca in quegli anni.

Palazzo Visconti: feste e musica

Il Palazzo fu sede di concerti (Carla Erba era un’ottima pianista) e di feste memorabili (famosa una grande festa in stile Secondo Impero per celebrare il cinquantesimo dell’indipendenza d’Italia nel 1909), perché la coppia Visconti era tra le più mondane e colte della Milano di allora. La vera novità fu la creazione di un teatrino, collocato accanto alla fontana di Venere, tra il primo e il secondo cortile, destinato ad arricchire l’offerta di intrattenimento per gli ospiti del Palazzo. Durante la seconda guerra mondiale l’edificio subisce pesanti danni dovuti ai bombardamenti: nel successivo intento di restauro, alcune aree del complesso non vengono risparmiate dalla speculazione edilizia diffusissima a Milano nel primo dopoguerra.

Nel 1958 il palazzo viene comprato dall’immobiliare Lonate s.p.a.. Il palazzo è uno tra gli esempi più ricco ed elaborato di rococò milanese. Il palazzo si sviluppa su tre piani, il portone è sormontato dal grande balcone irregolare del piano nobile: le finestre sono sormontate da diversi tipi di timpani mistilinei. Entrando dal portone, si arriva nella corte del palazzo, circondata da portici sorretti da colonne binate, che dà subito su un secondo cortile, di cui si nota subito una piccola grotta artificiale.

Gli interni del piano nobile, sono i risultati di due secoli di lavori: particolarmente degni di nota sono il salone da ballo con gli affreschi settecenteschi di Nicola Bertuzzi Nel corso dei secoli nel Palazzo sono passati illustri ospiti, come Mozart, che, giovanissimo, vi tenne un concerto, Verdi, Manzoni, Radetzky, Apollinaire, legato sentimentalmente a una giovane Visconti.