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Più acqua o più bici? Una bella domanda

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Danilo Dagradi
Danilo Dagradi
Abbandonata agli inizi degli anni 2000 una carriera tra numeri e percentuali, riscopro la passione per Milano e la sua storia ma senza pensare che potesse diventare un lavoro. Con la nascita dei primi social network, avvio un'attività incentrata sulla gestione della comunicazione attraverso anche questi strumenti. Attività che svolgo tutt'ora come Social Media Strategist per aziende e professionisti. Con l'avvio del progetto Milano da Vedere prima e Se Parla Milanes in un secondo momento, divido le mie giornate tra la storia di Milano ed i numeri dei social network...

Acqua o bici? Bici o acqua? Che domanda. Ma soprattutto perchè?

La questione è la seguente: ricorderete che per diverso tempo si è parlato di riaprire la cerchia interna, ovvero quel corso d’acqua che gira intorno alla città. Un progetto di riapertura di quello che generalmente viene chiamato “i navigli” per far tornare Milano a quello che era oltre un secolo e mezzo fa.

Progetti ne sono stati presentati diversi e le idee al riguardo sono sempre state le più variegate: si era arrivati, ma confesso che potrei confondermi, ad un progetto finale che aspettava solo di avere tutte le autorizzazioni ed i pareri anche dei cittadini per passare alla fase successiva. Ben lontani comunque dal punto di.. inizio lavori.

Per un po’ non se ne è parlato, le urgenze erano altre, non ultimo l’affaire San Siro. E poi… poi è arrivato, per usare parole non mie, il malefico morbo, che ha sconvolto tutto e tutti.

Ieri, da quanto si apprende, si è detto che forse al posto della riapertura dei corsi d’acqua, potrebbe essere meglio usare quegli spazi per corsi preferenziali a doppio senso ed un maggior numero di piste ciclabili. E’ da un po’ che la mobilità a due ruote è sulla breccia: indiscutibilmente importante, a Milano così come altrove, ha forse e ripeto forse, preso un po’ troppo piedi, ops, pedale, in questo periodo post virus.

Non amo esprimere qui opinioni personali, ed anche questa volta mi asterrò dallo scrivere il mio pensiero, ma una cosa solo la vorrei dire. Credo, ma mi sbaglierò sicuramente, che si stiano facendo o per lo meno pensando le cose, in particolare sul discorso mobilità urbana, un po’ troppo velocemente, quasi si dovesse  tutti i costi dire qualche cosa al riguardo.

Se è indubbio che le procedure per lo svolgimento delle operazioni di qualsiasi tipo, debbano essere “sburocratizzate” e rese più snelle e veloci, allo stesso tempo credo che il pensiero e la progettazione necessitino di più tempo rispetto a quanto vedo in questo periodo e che quanto si è pensato debba essere verificato nella sua effettiva validità sul territorio, senza alcune improvvisazione.

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