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Villa Pusterla, in quel di Limbiate

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Oggi dedicata alla vita scolastica villa Pusterla, come una gran dama, dissimula incredibilmente bene i suoi secoli e i suoi segreti. Siamo a Limbiate, provincia di Monza e Brianza.

Il trucco se l’è rifatto nel ‘700, ma le sue origini sono ben più antiche. Fossimo capitati qui intorno al 1300 avremmo incontrato i suoi costruttori, ovvero la famiglia Pusterla, una delle famiglie più importanti di Milano e ostili ai Visconti, tanto da ordire una congiura contro Luchino. Sarà la loro rovina.

La casa originale era dunque medioevale e come tale era una casa-forte, ossia una residenza fortificata. Molto simile ad un castello, con torri e mura difensive, villa Pusterla  era un poco diversa da come la vediamo oggi.

I primi a metterci mano sono gli Arconati nel ‘500 che ingentiliscono la struttura adeguandola ai canoni rinascimentali dopo averla ereditata dallo zio Giacomo Carcano. Come è evidente, da qui passa tutto il meglio della nobiltà cittadina, come era giusto che fosse.

Dagli Arconati, nel ‘700 si passa ai Crivelli e villa Pusterla inizia una nuova fase. Nel 1718 viene rivoluzionata in forma barocca, con splendidi giardini all’italiana per arrivare poi al 1754 quando su progetto di Francesco Croce, la villa assume il suo aspetto definitivo. Viene inserito anche un piccolo oratorio.

Pochi decenni e qui si stabilisce Napoleone Bonaparte trasformandola nel suo quartier generale. E’ qui che nasce la Repubblica Cisalpina. Ed è qui, nel piccolo oratorio, che le due sorelle Paolina ed Elisa si sposano. Non abbastanza per risparmiarle l’abbandono nel secolo successivo, fino all’essere riaperta come manicomio.

Sarà la sua funzione fino alla legge Basaglia del 1978. Oggi ospita la scuola superiore di agraria.

villa pusterla limbiate
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