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Inconsapevole leggerezza del non sapere

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Matteo Visconti, ci sei tu lì dietro?

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Danilo Dagradi
Danilo Dagradi
Abbandonata agli inizi degli anni 2000 una carriera tra numeri e percentuali, riscopro la passione per Milano e la sua storia ma senza pensare che potesse diventare un lavoro. Con la nascita dei primi social network, avvio un'attività incentrata sulla gestione della comunicazione attraverso anche questi strumenti. Attività che svolgo tutt'ora come Social Media Strategist per aziende e professionisti. Con l'avvio del progetto Milano da Vedere prima e Se Parla Milanes in un secondo momento, divido le mie giornate tra la storia di Milano ed i numeri dei social network...

Matteo Visconti. Di lui vogliamo parlare. Ancora una volta. Chi pensavate?

Abbiamo scritto diverse volte di questo personaggio: Matteo Visconti, nato ad Invorio nel 1250 nipote dell’Arcivescovo Ottone. Lo zio lo fece nominare Capitano del Popolo, carica che ricoprì fino alla morte.

Quello che sfugge nei racconti più veloci sulla storia del buon Matteo è che poco prima di morire, l’arcivescovo Aicardo Antimiani avviò contro di lui un processo per eresia ed il nostro verrà condannato con conseguente confisca di tutti i beni e la perdita di tutte le cariche.

Cosa che all’epoca succedevano, casi ce ne sono tanti e non vogliamo qui entrare nel merito. Quel che ci preme raccontare qui è cosa accadde dopo.

Dovete sapere che era già successo che dopo la morte di un condannato per eresia, qualche fanatico, così lo definiremmo oggi, andava a prelevare il cadavere e lo bruciava, per portare a compimento quanto sarebbe successo al malcapitato qualora fosse ancora in vita.

Per evitare che il corpo di Matteo potesse fare questa fine, i suoi parenti, dopo il funerale tenutosi all’Abbazia di Chiaravalle, nascosero il corpo in un luogo segreto.

Ancora oggi non si sa, forse perchè nessuno ha voluto ficcare il naso, dove sia stato effettivamente messo il corpo di Matteo Visconti: alcuni dicono che in realtà non si sia mai mosso da Chiaravalle (il Corio è uno di questi), altri dicono nella Chiesa di Santa Maria Rossa di Crescenzago, dove andò prima di morire, altri ancora a San Cristoforo.

Qualcuno dice invece a Sant’Eustorgio. Perchè qui? Innanzitutto perchè qui c’è la cappella dei Visconti  aperta nel 1297, proprio per volontà di Matteo Visconti.

Ma non è la cappella che, per quanto meravigliosa, ci incuriosisce, quanto quello che potete vedere sulla fronte esterna della cappella. Sì, avete capito bene, dovete uscire e guardando l’ingresso principale di Sant’Eustorgio, andare verso destra. Pochi passi, sguardo verso l’alto ed ecco il bassorilievo di Matteo.

C’è chi dice che le ossa del buon Matteo Visconti siano proprio lì, dietro il bassorilievo. Sembrerebbe che nessuno, almeno fino ad oggi, abbiamo voluto verificare.

La curiosità è tanta, eh?

Matteo Vsconti - bassorilievo in alto sulla sinistra
Matteo Vsconti – bassorilievo in alto sulla sinistra

 

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