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Sant’Agostino, chiesa piccola ma affascinante

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Danilo Dagradi
Danilo Dagradi
Abbandonata agli inizi degli anni 2000 una carriera tra numeri e percentuali, riscopro la passione per Milano e la sua storia ma senza pensare che potesse diventare un lavoro. Con la nascita dei primi social network, avvio un'attività incentrata sulla gestione della comunicazione attraverso anche questi strumenti. Attività che svolgo tutt'ora come Social Media Strategist per aziende e professionisti. Con l'avvio del progetto Milano da Vedere prima e Se Parla Milanes in un secondo momento, divido le mie giornate tra la storia di Milano ed i numeri dei social network...

Sant’Agostino la troviamo in via Lanzone si distingue per la sua incredibile discrezione: piccola e modesta, non deve però essere sottovaluta. Ha storia da vendere!

Troppo vicina a Sant’ Ambrogio forse, tanto da restarle nell’ombra, all’oscuro anche di molti milanesi che purtroppo la ignorano.

Eccola qui, in tutta la sua storia, più antica ed affascinante di quanto si possa immaginare. Costruita poco dopo la caduta dell’impero, sembra che le fondamenta siano addirittura quelle dell’originario battistero della Basilica di Sant’Ambrogio, convertito a luogo di culto nell’alto medioevo ed intitolato subito a Sant’Agostino.

La vicinanza dei due luoghi  non deve sorprendere: proprio sulla facciata una lapide ci ricorda come Sant’Ambrogio abbia battezzato Sant’Agostino, proprio qui a Milano nella notte del sabato Santo del 387 d.C.

E tutta questa zona regala momenti di storia unici, non solo antichi, ma anche di ieri. In molti certamente ricorderanno quando proprio qui c’era la fiera degli Oh Bej Oh Bej: momenti di milanesità che annunciavano l’avvicinarsi del Natale.

E percorrendo la via Lanzone ci si ritrova, salvo quando passa qualche macchina, in una Milano che non c’è più, con le sue case di un tempo, la strada stretta con quell’atmosfera di inizio secolo. Lo scorso, ovviamente.

Ma tornando alla nostra chiesa di Sant’Agostino, come non notare, alzando appena lo sguardo, le finestre al primo piano con tanto di persiane. Strano certamente, ma le donano quel qualcosa di diverso che non si può facilmente dimenticare.

Antichissima dunque, e arricchita  con una sostanziale ristrutturazione nel ‘600 senza però compromettere il legame strettissimo con la basilica ambrosiana.

Meriterebbe certamente un po’ più di attenzione e non solo passaggi veloci: in fin dei conti quanti milanesi ha visto passare sotto di lei?

I più curiosi, al lato della chiesetta, noteranno infatti un arco in pietra che da accesso ad un vicoletto: percorrendolo si arriva proprio in Sant’Ambrogio, come se il tempo non fosse mai passato.

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