San Bernardino alle ossa

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Due edifici, due parti: eccoci a San Bernardino alle ossa. Da una parte, proprio di fronte a noi appena entrati, la chiesa vera e propria: un tripudio di fantasia rococò. Come detto da qualcuno, la chiesa più piemontese di Milano. Dall’altra parte, sulla destra, il “Santuarietto“. Di quest’ultimo parleremo qui.

Molti lo definiscono un capolavoro di arte macabra ed in tanti rimangono impressionati alla vista di tante ossa.

L’ossario che qui possiamo ammirare è stato ricostruito nel 1695 dopo che il primo era crollato una ventina di anni prima. Si racconta che fu un dispetto dei morti che non avevano gradito essere esposti…

I resti che possiamo vedere appartenevano probabilmente sia ai poveri, malati morti negli ospizi, ma anche a nobili ed altolocati i cui parenti pensavano fosse un bel gesto, quello di esporre tibie e femori degli scomparsi, nella “decorazione” della chiesa.

Quelli che si vedono invece nelle cassette, meglio forse definirle gabbie, sono le ossa di criminali, giustiziati e quindi indegni di fare da ornamento.

Le pareti sono quindi tappezzate da ossa e vanno a formare varie figurazioni: dalla croce a tanti motivi, intrecci e composizioni. Sono davvero migliaia le ossa. Leggenda vuole che ci sia anche quelle di una bambina che, il giorno dei morti, chiama a raccolta tutti quanti per iniziare una macabra danza.

Alzando lo sguardo si rimane altrettanto stupiti dalla bellezza del grande affresco: Trionfo di anime in volo d’Angeli di Sebastiano Ricci.


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Danilo Dagradi
Abbandonata agli inizi degli anni 2000 una carriera tra numeri e percentuali, riscopro la passione per Milano e la sua storia ma senza pensare che potesse diventare un lavoro. Con la nascita dei primi social network, avvio un'attività incentrata sulla gestione della comunicazione attraverso anche questi strumenti. Attività che svolgo tutt'ora come Social Media Strategist per aziende e professionisti. Con l'avvio del progetto Milano da Vedere prima e Se Parla Milanes in un secondo momento, divido le mie giornate tra la storia di Milano ed i numeri dei social network...

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