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Abitare a Milano: una panoramica sulla città più internazionale e meno sicura d’Italia

I dati dell’indagine condotta da Spotahome parlano chiaro: il capoluogo lombardo è una città di respiro cosmopolita, ma continuano a crescere i problemi su sicurezza e violenza. Per vivere bene, dunque, servono i giusti mezzi. E servizi.

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Abitare a Milano: una panoramica sulla città più internazionale e meno sicura d’Italia. I dati dell’indagine condotta da Spotahome parlano chiaro: il capoluogo lombardo è una città di respiro cosmopolita, ma continuano a crescere i problemi su sicurezza e violenza. Per vivere bene, dunque, servono i giusti mezzi. E servizi.

Milano è la città più ricca, aperta e internazionale d’Italia. È anche una delle meno sicure, e i suoi abitanti lo percepiscono. Lo confermano i dati della ricerca “abitare a Milano” condotta da Spotahome, piattaforma online nata in Spagna nel 2014 per semplificare il processo di affitto a medio e lungo termine di una proprietà, presente in Italia dal 2016 in numerose città. Risalente a febbraio 2022, la ricerca è stata condotta da AstraRicerche su un campione di oltre 1.000 interviste online a 25-65enni residenti a Torino, Milano e Roma.

Molti dati confermano Milano come realtà internazionale, aperta e cosmopolita. Con una percentuale del 20% (la più alta rispetto alle altre due città), Milano è la città più aperta alle situazioni di affitto, con un’altissima propensione soprattutto dopo un’esperienza positiva del passato (24%) e per il piacere di condividere la casa con altre persone e non stare soli (32%).

Abitare a Milano: una panoramica sulla città

Il capoluogo lombardo si dimostra anche la città più ricca rispetto a Roma e Torino, rispondendo con il dato più basso (38%) al criterio di affitto con il fine di avere un reddito ulteriore. Abitare a Milano? Netta la preferenza per affittuari giovani e lavoratori (65%).

Milano è sul podio – prevedibilmente – anche per la volontà di affittare ad europei non italiani (23%) e nordamericani (11%), mentre non superano le basse percentuali del 2% e 4% sudamericani e asiatici.

Per chi vuole abitare a Milano, si segnala una preferenza per affittare le case ad anglofoni rispetto a italiani (24% rispetto al 21% di Torino e il 19% di Roma), mentre il dato relativo alla ricerca di affittuari parlanti italiano risulta il più basso delle tre città (60% rispetto a Torino e Roma, entrambe attestate al 64%).

Abitare a Milano: interessante però anche un altro dato, l’unico negativo nei confronti della propensione all’affitto e che riguarda la sicurezza: il motivo per non mettere in affitto la propria casa a Milano (24%) sarebbe per paura per se stessi e le proprie cose.

Risulta necessario un servizio che risponda a queste esigenze e risolva questa problematica. E chi meglio di Spotahome può farlo: il servizio si distingue sul mercato immobiliare proprio per l’approccio innovativo, sicuro, digitale e internazionale che propone nella ricerca e affitto di una proprietà e, per questi motivi, risulta ideale per chi vive a Milano.

Perfetta per chi cerca una casa in affitto ma anche per i proprietari che vogliono affittare casa, la società offre infatti una serie di tutele e servizi unici sul mercato, che permettono di trasformare la ricerca degli inquilini o della sistemazione in un’avventura senza intoppi.

In particolare, Spotahome offre un servizio gratuito di upload di foto e video veritieri e in alta definizione – scattati e girati da un team di professionisti – su una piattaforma sicura, sulla quale l’identità degli inquilini viene preventivamente controllata. Addio truffe e persone non interessate agli annunci!

Abitare a Milano

Ma non solo. Spotahome offre anche numerosi servizi digitali, tra cui le visite guidate a distanza e il servizio multilingua, che creano un ambiente sicuro e protetto e permettono a locatari e locatori di incanalare le proprie energie in altro modo, spendendo il tempo in ciò che davvero è importante.

Cosa è più richiesto da chi vuole abitare a Milano? Sono ritenuti fondamentali servizi come la gestione check-in/check-out, manutenzione e pulizia (47%), le visite virtuali (36%) e l’annuncio visibile in tutto il mondo (27%).

 

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